Cosa fare a Roma in 36 ore secondo il New York Times

Alla scoperta della Roma meno turistica in 36 ore con il New York Times, da Caracalla al MACRO, passando per Centocelle e il Pigneto

I visitatari della città eterna sono tanti da secoli, quante sono oramai le guide per esplorarla da punti di vista diversi. L'ultima in ordine di tempo arriva dai viaggi in 36 Hours del New York Times e sebbene la sua autrice Ingrid K. Williams ammetta di non essere insensibile al fascino della Capitale da Oscar da Grande Bellezza di Sorrentino, restando lontana dalla città da cartolina, ci regala un bel tour della Roma meno turistica.

Tre giorni in 13 tappe che si avventurano in musei, ristoranti e vinerie della città, ideali per il weekend romano di chiunque, dagli afflati di eternità delle Terme di Caracalla a quelli dell'arte contemporanea che offrono anche le gallerie di periferia, dalla cena da Mazzo a Centocelle al dopocena al Pigneto, passando per Laboratorio di Cucina, vinerie, gelaterie e perché non anche una chiesa come San Paolo fuori le mura.

Roma in 36 ore - mappa New York Times

Cosa fare a Roma in 36 ore

Primo giorno

Venerdì ore 15:00

Sulle orme del Jep Gambardella di Paolo Sorrentino la nostra giornalista si avventura tra le rovine ben conservate del complesso delle Terme di Caracalla, nei pressi del Circo Massimo sin dall'epoca pre imperiale (costruite tra il 212 e il 217 d.C), riportando informazioni utili sui tesori archeologici che custodisce insieme al prezzo dell'ingresso che ammonta a 6 euro (ridotto 3 euro per - cittadini di età compresa tra i 18 e i 25 anni compiuti della dell'Unione Europea e docenti dell'Unione Europea), Ingresso libero ogni prima domenica del mese.

ore 17:30

Dall'archeologia all'arte contemporanea, il primo giorni di tour si concede l'esplorazione di tre gallerie:

Dalla strada alla giovane Galleria Varsi (Via di San Salvatore in Campo, 51 - http://www.galleriavarsi.it) dedicata all'arte urbana, da contemplare e acquistare, insieme a libri a tema e t-shirt.

Nel paese delle meraviglie pop surrealiste della Dorothy Circus Gallery (Via dei Pettinari, 76 - http://www.dorothycircusgallery.com) da martedì a sabato, ore 11 - 20.

Con gli artisti contemporanei ospitati nella Galleria Lorcan O'Neill (via dei Catinari, 3 - http://www.lorcanoneill.com/site/index.php), mai di domenica.

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ore 20:00

Per la cena la nostra buongustaia sceglie le rivisitazioni romanesche creative di Mazzo (Via delle Rose 54) scovando, in una delle viuzze fuorimano di Centocelle, il piccolo ma sorprendente laboratorio di cucina di Marco e Francesca (anche take-away gourmet), dove è rimasta certamente sedotta dal «rösti di patate con broccolo romanesco, pecorino e polpette ricoperte di cipolla caramellata» e la cena per due a soli 60 euro (circa), ma solo se riuscite a stare lontani dalla loro carta di vini, birre artigianali, champagne, distillati. Io come lei consiglio di prenotare per i 12 ambitissimi posti a sedere del locale

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ore 23:00

Dopo cena, facendo una bella passeggiata nel vicino Pigneto, la giornalista suggerisce una tappa obbligatoria a Birra Più (Via del Pigneto 105 - http://www.birrapiu.it), da Co. So. Cocktails & Social (Via Braccio da Montone, 80 - 06 4543 5428) per chi cerca qualcosa di più 'forte', e da Yeah! Pigneto (via giovanni de agostini 41/45 - http://www.yeahpigneto.com) per chi vuole bere al ritmo live delle band che ci suonano nel fine settimana.

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Secondo giorno

Sabato ore 10:30

Il secondo giorno della guida del NewYorkTimes va a caccia del tipico mercatino della capitale e dopo aver ricordato il deludente trasloco del mercato di Testaccio, consiglia una visita al MercatoMonti (Via Leonina, 46 - http://www.mercatomonti.com), tra banchetti di designer e artigiani locali, vicino alla fermata della Metro B Cavour.

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ore 12:30

Dopo aver messo in guardia sui ristoranti trappola per turisti di Trastevere, la Williams si concede un Pane Alici da Pianostrada Laboratorio di Cucina (Vicolo del cedro, 26), «costa 9 euro e viene preparato con crema di stracciatella, acciughe tartufate e rucola su un panino nero seppia fatto in casa».

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ore 15:00

La tappa inevitabile per musei la porta al Macro il Museo d'arte contemporanea di Roma, (situato in una ex fabbrica della birra Peroni) da preferire al MAXXI, dalla sede principale di via Nizza (vicino alla fermata della Metro B Policlinico) a quella di Testaccio, precisando che l'ingresso per i non residenti costa 13,50 euro.

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ore 17:00

A poca distanza dal MACRO, la Williams consiglia di fare tappa nella gelateria Come il latte (Via Silvio Spaventa, 24/26 - http://www.comeillatte.it/home.html) di Nicoletta Chiacchiari, dove trovare ingredienti naturali come il caramello conservato con sale dell'Himalaya e il pistacchio che arriva dalla Sicilia

ore 20:30

Per gustare la vera cucina romana, la giornalista del New York Times ha preso il tram 8 sino all'Osteria di Monteverde (Via Pietro Cartoni 163 - http://www.losteriadimonteverde.it), dai piatti decisamente più invitanti della facciata del palazzo che la ospita (ma dentro vi rifate con il menù e la lista dei vini), tra i quali consiglia il polpo alla griglia e gli spaghetti con pecorino e baccalà, per una cena in due a circa 60 euro.

ore 23:00

Restando in zona Monteverde, per il dopocena si punta sulla Vineria Litro (Via Fratelli Bonnet, 5 - http://vinerialitro.it), che serve anche dei cocktail originali. Riprendendo il tram 8 per tornare verso il centro punta a nord di Campo de' Fiori sceglie il vino sfuso e la birra artigianale di "No.au" (Piazza di Montevecchio, 16a - https://noauroma.wordpress.com), che serve sia un rosso dell'azienda siciliana Occhipinti sia una birra India Pale Ale del celebre birrificio artigianale Birra del Borgo.

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Terzo giorno

Domenica ore 10:00

Per la domenica mattina la visita in chiesa, glissa un assaggio del celebre Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, per la basilica di San Paolo Fuori le Mura, contemplando senza fretta i soffitti della navata, gli imoressionanti affreschi dorati, i mosaici del cortile, il chiostro (ingresso, 4 euro), insieme ai zampilli della fontana gocciola e le rose in fiore nella maggiorn parte dell'anno.

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ore 12:00

La nuova tappa per musei sceglie l'originale Centrale Montemartini e le sue circa quattrocento sculture di età antica ospitate nell'ex centrale termoelettrica inaugurata nel 1912 e inattiva dal 1963, che tra enormi macchinari scuri e luci basse dal 1997 ospita parte dell'enorme collezione dei Musei Capitolini (si può fare una carta per visitarne più sedi, fra cui la Centrale Montemartini). Ingresso a € 7,50.

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ore 14:00

Per un pranzo veloce l'inviata del New York Times sceglie la pizza con crosta sottilissima nella «pizzeria chic» da Emma (Via Monte della Farina, 28/29 - http://www.emmapizzeria.com) vicino Campo dei Fiori, fatta con impasto e salumi che arrivano della vicina azienda della famiglia Roscioli.

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Per la pizza al taglio consiglia di andare da Pizzarium di Gabriele Bonci, che dall'8 marzo riapre con scelte non convenzionali come zucchine arrostite con ricotta... tanto per finire come si deve-dovrebbe ogni vacanza romana: con la pancia piena. Brava ragazza!

Alla fine la giornalista consiglia anche due hotel di fascia luxory, che cito per completezza ma non avrei mai cuore di consigliere ad uno dei miei squattrinati amici, in visita a Roma per un weekend o una mini vacanza romana.

Il palazzetto del 17° secolo nel centro storico che ospita il luossuoso DO M (Via Giulia 131 - da 240 euro - http://domhotelroma.com) con 24 camere e suite, aperto alla fine del 2013 e arredamento frutto di un mix di vecchio e nuovo, dalle rinascimentali iscrizioni marmoree alle serigrafie di Andy Warhol, con terrazza sul tetto ambita per l'appuntamento estivo con l'aperitivo.

I mobili della metà del secolo e le sculture in marmo del JK Place Roma (Via di Monte d'Oro 30 - da 500 euro - http://jkroma.com), aperto nel 2013 con le sue 30 e il design accattivante dall'architetto Michele Bonan per le tavolozze colorate, maestosi letti a baldacchino e spazi comuni ornati con tappeti berberi e un lampadario futuristico.

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