Leghisti vs Mai con Salvini: Roma si prepara a sabato 28 febbraio 2015

Dagli hooligan del Feyenoord a Leghisti vs mai con Salvini, Roma si prepara a superare le due manifestazioni programmate per sabato 28 febbraio 2015

Come avrete sicuramente notato, nella Capitale ci aspetta una settimana molto calda dal punto di vista della protesta, tra sit-in e manifestazioni che vanno avanti fino alla fine del mese e rischiano di mettere di nuovo alla priva il sistema di sicurezza della città.

Sabato 28 febbraio 2015, al momento sembra la giornata più difficile da gestire, non solo per chi si occupa di deviare il trasporto pubblico e privato che pure stressa parecchio e non lesina reazioni isteriche.

La manifestazione nazionale lanciata dal leader leghista Matteo Salvini per chiedere le “dimissioni dell'attuale governo”, come una sorta di banco di prova nazionale del tour ”Renzi a casa” arrivato sino a Palermo (dove a giudicare dal video non sono mancate uova e ortaggi di benvenuto), e 50 mila persone attese a piazza del Popolo dalle ore 14:00 alle 19:00, rischiano infatti di non creare disagi solo alla mobilità.

Sono comunque previste chiusure al traffico sulla piazza, i relativi accessi e le rampe di viale Gabriele D'Annunzio, mentre ulteriori limitazioni alla circolazione potrebbero scattare nel corso della manifestazione. Sin dalle prime ore del mattino, scatta il divieto di sosta su piazza del Popolo e viale Gabriele D'Annunzio, su via Ferdinando di Savoia (da via Principessa Clotilde a piazza del Popolo), via del Babuino (da piazza del Popolo a via della Fontanella), via del Corso (da piazza del Popolo a via Angelo Brunetti), via di Ripetta (da piazza del Popolo a via Angelo Brunetti) e via dell'Oca.

Tra le ore 12:00 e le 20:30, la linea 117 svolgerà servizio come circolare con capolinea unico a San Giovanni, senza effettuare due fermate su via del Babuino, tre su via del Corso e una su piazza Trinità dei Monti.

Non solo Salvini che punta a "strariempire" piazza del Popolo con "4 treni e più di 200 bus, 50 dal sud", ma anche il sit-in non autorizzato "Prima gli italiani" dell'estrema destra di CasaPound, con base dalle 10:00 nella Piazza Vittorio del multietnico Esquilino, pronto a raggiungere i leghisti a piazza del Popolo, mentre la destra sociale ostile a Salvini, alle 18:00 sarà in piazza Cola di Rienzo con il non ancora autorizzato quarantennale dell'uccisione di Mikis Mantakas, militante greco ucciso il 28 febbraio del 1975.

Un fronte destrorso che preoccupa, soprattutto se il questore Nicolò D'Angelo deciderà di autorizzare la seconda manifestazione, ideata per contestare "l'orribile sfilata di Lega Nord e CasaPound, alfieri del razzismo del Terzo Millennio", con titolo eloquente quanto il sentimento che la anima. "Mai con Salvini" rischierebbe infatti di trovare a Roma e portarci (soprattutto dal Sud) almeno il doppio dei dimostranti della prima.

A questo proposito, credo sua eloquente il video romano e la lista in crescita degli aderenti alla campagna ‪#‎MaiConSalvini‬, che non conta solo artisti e volti del variegato mondo dello spettacolo di etica e fede ben riconoscibili, come Ascanio Celestini, Elio Germano, 99 Posse, Erri De Luca o Zerocalcare, ma una vasta "mobilitazione antifascista e antirazzista contro il nuovo progetto della destra populista e la discesa di Salvini nella Roma un tempo ladrona".

Centri sociali, i temutissimi noTav, movimenti antagonisti in generale e una moltitudine di associazioni in arrivo da Nord a Sud, pronti a sfilare da piazza Vittorio (qualche ora dopo che l'avranno lasciata, si spera, quelli di Casapound) a piazza Sant'Andrea della Valle, a pochi passi da piazza Navona.

Il questore starebbe accarezzando l'ipotesi di spostare l'arrivo di questa seconda protesta, da piazza Vittorio (vicino alla sede di CasaPound) a Campo de' Fiori e non a Sant'Andrea della Valle come richiesto, in una posizione ben lontana dalla marcia su Roma dei leghisti di Salvini con Casapound, per evitare occasioni di incontro, delicate e a rischio anche senza infiltrazioni di frange violente da entrambe le parti, soprattutto dopo "l'accalorata accoglienza" ricevuta un po' ovunque, compresa la sede della Lega (completamente imbrattata).

In questo modo, salvo altre modifiche, dalle ore 14:00 alle 19:00, la manifestazione con corteo dovrebbe sfilare da piazza Vittorio a Campo de' Fiori, partendo da piazza Vittorio Emanuele II e sfilando lungo via dello Statuto, via Merulana, piazza Santa Maria Maggiore, via Liberiana, piazza dell'Esquilino, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via di San Marco, via delle Botteghe Oscure, via Florida, via e largo di Torre Argentina, corso Vittorio Emanuele II, piazza Sant'Andrea della Valle e via dei Baullari, con possibili deviazioni, limitazioni o brevi stop per 38 linee del trasporto pubblico (C3, 8, H, 16, 30, 40, 44, 46, 50, 51, 60, 62, 63, 64, 70, 71, 75, 80, 81, 83, 85, 116, 117, 160, 170, 360, 492, 590, 628, 649, 714, 715, 716, 780, 781, 810 e 916).

Entro le 9 e fino a cessate esigenze, la questura ha disposto la chiusura della stazione "Vittorio Emanuele" della linea A della metropolitana, mentre sin dalle 19 di venerdì 27 febbraio, saranno inaccessibili i giardini comunali "Nicola Calipari" di piazza Vittorio Emanuele.

Tutto per evitare un incontro che rischierebbe di mettere alla prova tutti i buoni proposito di rendere Roma una città più sicura, con un decreto legge e truppe militari, dopo le vacanze romane degli hooligan del Feyenoord e temo, la renderà comunque ancora una volta blindata, non solo intorno a Piazza Vittorio e Piazza del Popolo, la Stazione Termini e quelle della metropolitana.

A rincarare la dose, anche le considerazioni del Sindaco Ignazio Marino per il quale "a Roma servirebbero tra i 4.500 e i 5000 uomini delle forze dell'ordine".

"Stiamo cercando di aiutare il Governo mettendo a disposizione immobili a carabinieri e polizia perché ora lo Stato spende a Roma oltre 60 milioni di euro ogni cinque anni per gli affitti, soldi che potrebbero essere destinati alla sicurezza. In centro ora c'è un appartenente alle forze dell'ordine ogni 250 persone, in periferia uno ogni 2.500. Questo non è possibile".

Ad occuparsi della gestione dell'ordine pubblico saranno come al solito Questura e Prefettura insieme ai tremila agenti mobilitati dal Viminale, mettendo comunque alla prova il sistema di sicurezza sociale implementato (per ora) a Roma.

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