Censimento a Roma: Vademecum per chi non lo ha ancora compilato e consegnato

Al cospetto dell’Italia di oggi, disegnare quella di domani è un gioco da ragazzi per chi fa spot, comunque anche senza troppa convinzione ed entusiasmo, sono già tanti i romani che a colpi di click via web o impugnando una penna e intasando gli uffici postali, hanno fatto un bel disegnino dell’Italia per il “15° Censimento della popolazione e delle abitazioni”.

La clessidra scorre, e chi non ha ancora ‘adempiuto al proprio dovere’ di disegnatore dell’Italia, può ancora farlo ‘spontaneamente’ fino al 29 febbraio 2012, ricorrendo agli stessi canali oppure ai rilevatori che l’Amministrazione capitolina ha sguinzagliato lunedì 21 novembre, per consegnare i moduli a chi non li ha ricevuti, assistere i bisognosi, censire le abitazioni non occupate e quelle occupate da chi non compare nelle liste anagrafiche al 31 dicembre 2010.

Insomma aspettatevi una visita, ma occhio al campanello perché, anche se non avete niente da nascondere, e le informazioni fornite sono protette dal segreto statistico e dalla legge sulla privacy (e in teoria anche all’occhio del grande fratello), la porta con i tempi che corrono è sempre meglio aprirla ai rilevatori muniti di tesserino di riconoscimento, ben leggibile dallo spioncino.

Se non avete ancora compilato il questionario perché avete dei dubbi, e il numero verde (800-069701) è sempre occupato, negli Uffici Decentrati del Censimento, anche di domenica mattina fino al 18 dicembre ma non giovedì 8, trovate sempre qualcuno che vi aiuta a compilarlo nel modo corretto, non importa se avete già sbagliato a compilare qualche campo, in caso di smarrimento potete richiedere anche un nuovo modello e la password per la compilazione via web, oppure ritirare fogli aggiuntivi per nuclei familiari numerosi.

Io dubito che tutto questo sbattimento, come i quattordici precedenti, serva ad orientare le politiche economiche, sociali ed ambientali del nostro paese, anche perché come vanno le cose lo sa già bene chi lo deve sapere, senza contare che tutte le volte che ci consultano per qualcosa, dal questionario al referendum, fino alle elezioni, la cocente sensazione di contare quanto il due di picche si trasforma in un dato di fatto buono per le statistiche e le scartoffie.

Per giunta il fatto che sia obbligatorio e le domande chiuse non consentano di esprimere liberamente la propria opinione su scuola, mobilità, lavoro .. smorza parecchio l'entusiasmo.

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