Il sindaco Marino non paga le multe: seconda puntata

Continua il valzer di versioni sulla bufera che sta investendo Marino e il Campidoglio. Tutte le news sul caso del momento.

marino e le multe IENE


Non sono giorni tranquilli per il sindaco Ignazio Marino, soprattutto da quando, oltre a tutte le grane che vive in qualità di primo responsabile del caos romano, è scoppiato il caso delle presunte otto multe mai pagate, evento che ha commentato rispondendo che dal Campidoglio si sta “pestando i piedi a qualcuno”.

Della vicenda si sono occupati da subito gli inviati de Le Iene che hanno provato ad intervistarlo ancora con scarsi risultati e, anzi, con una mezza caduta dalla bicicletta del primo cittadino interessato solo a scappare via velocemente.

Il polverone si è alzato quando è venuta alla luce la storia della sua Panda rossa posteggiata gratuitamente nel parcheggio custodito del Senato, nonostante non sia più senatore ed è proseguito con la scoperta che si trovava in zona a traffico limitato senza averne però il diritto, visto che il permesso era scaduto a giugno scorso. Lo stesso sarebbe stato rinnovato ad agosto, ma nei due mesi di buco la vettura è mai stata spostata? In più, proprio Marino questa estate aveva decuplicato il costo del permesso fino a 2500 euro.

Il senatore Andrea Augello ha pensato di far scattare una interrogazione parlamentare, confermando al giornalista del programma di versioni diverse e poco credibili fornite dal sindaco per spiegare quanto successo. Si è parlato di un ritardo amministrativo con permesso temporaneo registrato in una white list. Il giorno successivo dal Comune si è confermato, invece, del diritto di autotutela per i cittadini che dimenticano il rinnovo.

Eventualità, questa, che non risulta essere mai stata messa in pratica. E’ arrivata dunque la dichiarazione di Marino stesso il quale ha parlato della possibilità che qualcuno si sia introdotto abusivamente nel sistema informatico protetto da sistemi di sicurezza, per falsificare i dati relativi ai permessi di circolazione di cui disponeva. Per farlo in un video ha mostrato due fogli, ma solo in uno appariva il famoso lasciapassare.

A smentirlo, ancora una volta Augello, il quale ha mostrato che i due documenti sarebbero in realtà diversi e, quindi, sarebbe normale aver ottenuto dei risultati differenti. Nel primo si leggerebbe di generici permessi intestati al soggetto e nel secondo quelli legati alla Ztl. Ecco spiegato perché solo in uno verrebbe ripreso l’ok presunto al passaggio nell’area a traffico limitato.

Resta, comunque, grottesca la vicenda di cui vi avevamo già parlato di un sindaco che non ha l’ok per entrare nella sua area di lavoro, ma, come appunto avevamo scritto, è stato ancora più goffo e ridicolo il tentativo di Marino di difendersi con quel video.


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