Inutile che lo nasconda, da quando ho conosciuto personalmente Clet, se incontro un suo cartello animato, mi sembra quasi di salutare un vecchio amico.
Sarà che è stato divertente scoprirlo con voi, seguendo le sue tracce segnaletiche, sparse e cresciute per Roma, l’Italia e l’Europa. Sarà che le sue opere riescono sempre a catturare la mia attenzione. Anche quando diventano ripetitive.
Ormai un divieto senza omino pare orfano. Se poi capita di vederlo fino a sotto il Campidoglio, come quello che vedete nelle foto, allora mi rendo conto che al nostro e-clet-tico artista piace sfidare non solo i luoghi più famosi, ma anche quelli più rappresentativi del sistema del traffico obbligatorio.