Gita fuori porta: a Boville Ernica per Pane, olio & fantasia


Questo weekend torna protagonista delle nostre tavole l’attore principale della cucina mediterranea: sua maestà l’olio, prodotto tipico (assieme ai ricami delle suore benedettine che ancora oggi coltivano quest’arte realizzando corredi nuziali e per neonati) del piccolo centro ciociaro di Boville Ernica, che lo celebra con la terza edizione della manifestazione Pane, olio & fantasia.

Qui, infatti, l’olio, è ancora ottenuto artigianalmente nei 9 frantoi che popolano la cittadina e nel corso della festa il novello verrà fatto degustare agli ospiti alla modica cifra di 6 euro, oppure utilizzato per condire le specialità del territorio: il timballo alla baucana, la polenta con verdure o fagioli e addirittura l’agnello al forno con le patate, tipico del periodo pasquale.

La kermesse prevede percorsi culturali itineranti dagli uliveti ai frantoi ancora funzionanti e a quelli antichi ormai in disuso nel centro storico, fino ai ristoranti convenzionati: un viaggio che completa la filiera produttiva e soddisfa tutti e cinque i sensi, dando anche la possibilità di perpetuare queste suggestioni attraverso l’acquisto di extra vergine.

A fare da sfondo, il concerto Blue Train dei Sixophone diretto dal maestro Alfredo Santoloci, oltre alle bellezze di Boville, nota come ‘città dell’Angelo di Giotto’. Qui infatti, nell’abbazia di San Pietro Ispano, inglobata nell’architettura di Palazzo Filonardi, è conservato, tra le altre opere d’arte provenienti dall’antica basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano, l’unica opera a mosaico del maestro fiorentino del cerchio perfetto disegnato a mano libera, che sia giunta fino a noi.

Ma tutta Boville può essere senza paura definita un borgo d’arte: il portale d’ingresso di Palazzo Filonardi, ad esempio, porta la firma del sublime architetto rinascimentale modenese Jacopo Barozzi, detto il Vignola; mentre fra i tesori dell’abbazia si può ammirare il busto argenteo contenente la reliquia di San Pietro Ispano, attribuito al Cellini.

Inoltre, nella chiesa del Battista, ormai sconsacrata, il grande arco dietro all’altare maggiore offre alla vista l’affresco raffigurante il battesimo di Cristo, opera del Domenichino, mentre l’elegante Palazzo De Angelis che sorge nella piazza-salotto dedicata a Sant’Angelo, è appartenuto alla famiglia dell’illustre poeta e letterato Desiderio.

Se invece preferite atmosfere più medievali, non perdetevi una visita al monastero di San Francesco con l’annessa chiesa adesso adibita a sala mostre e la Torre Bulgarini e, condizioni meteo permettendo, un giro panoramico sulle mura.

Ci sono testimonianze un po’ di tutte le epoche, in effetti, in questa cittadina le cui origini si perdono nella notte dei tempi: erede dell’antico abitato volsco od osco-sannitico di Bovillae, così chiamato perché qui si venerava il dio bove, dal Medioevo e praticamente fino a oggi è stata denominata Baucu, dal nome del proprietario del fondo oppure a causa delle numerose buche presenti nel sottosuolo. Nel 1907, infine, oltre a cambiare nome in Boville, aggiunse l’aggettivo Ernica per distinguersi dall’omonima già esistente e per rivendicare la propria appartenenza agli Ernici, antica popolazione del Lazio.

Foto | Flickr

Pane, olio & fantasia a Boville Ernica
La locandina della manifestazione

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