Unioni civili, Ignazio Marino e la disobbedienza civile: "Sabato prossimo farò le trascrizioni"

Il Sindaco della Capitale intervistato su SkyTg: "Il Parlamento è rimasto indietro" e annuncia che sabato prossimo effettuerà la trascrizione di unioni omosessuali

Sulle unioni civili a Roma Ignazio Marino ci ha costruito non solo una campagna elettorale, ma una vera e propria campagna di civiltà: per questo era inevitabile che intervenisse sulla circolare Alfano di pochi giorni fa.

Ospite insieme al senatore Ncd Gaetano Quagliariello de L’Intervista di Maria Latella su Sky TG24 il sindaco di Roma ha ribadito la sua linea progressista su unioni civili (anche omosessuali), polemizzando con il ministro Alfano e rincarando la dose di alcune dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa.

Marino infatti si era detto contrario all'intervento del Ministro Alfano, con la circolare anti-unioni civili (a dire il vero obiettivo principale del Viminale erano le unioni omosessuali registrate all'estero), il quale anche successivamente ha invitato i primi cittadini d'Italia di non trascrivere le nozze tra persone dello stesso sesso contratte all’estero.

Il sindaco di Roma ha annunciato un gesto forte, eclatante, che possa trasmettere al Parlamento quella sensazione di "lontananza" dalle esigenze sociali, affinchè si interventa presto con una legge nazionale che regolamenti sia le unioni civili etero che omosessuali:

"I sindaci hanno la sensibilità del contatto coi cittadini, e mi chiedono di riconoscere il loro stato nuovo di famiglia. Io sono sensibile a questa richiesta. Noi sindaci stiamo proponendo questo con insistenza al Parlamento e anche con una provocazione. Io non chiedo ai miei funzionari con una ordinanza di effettuare le trascrizioni: le farò io sabato prossimo ad alcune coppie che me l'hanno chieste. Spero che questo smuova un parlamento rimasto indietro, solo Italia e Grecia non hanno una legge".

Poi, l'immancabile post su Facebook:

Vista la circolare di Alfano, quello del sindaco di Roma Ignazio Marino sarà dunque un vero e proprio atto di disubbidienza civile che non riguarda, come erroneamente si è sottolineato da qualche parte nei giorni scorsi, solo le coppie omosessuali: è un problema che riguarda tutti, da chi scrive a chi legge, perchè la vita affettiva dei singoli non può vincolarsi con questa o quella legislazione di impronta culturale.

A fare da contraltare a Marino c'era l'esponente di NCD Gaetano Quagliariello, ex-radicale e braccio destro di Alfano nel partito, il quale ha ribadito la legittimità e la giustezza del provvedimento del Viminale, polemizzando con il sindaco di Roma:

"I sindaci più attivi sui registri delle unioni civili sono anche quelli che hanno la Tari e la Tasi più alta. Forse è un modo per non farlo sapere ai cittadini. [...] Noi non ci chiudiamo di fronte alla prospettiva di una legge che regoli le unioni civili. Di questo argomento, io personalmente ho discusso con Scalfarotto e Faraone per arrivare a un punto che possa essere la posizione del governo. E' da molti mesi che ragioniamo di queste cose. Abbiamo cercato con il Pd un unico punto di vista del governo".

ha detto l'esponente di NCD. Una reazione che ha fatto inevitabilmente replicare a Marino, che ha preso atto dei lavori parlamentari ma ha chiosato:

"E' intollerabile che un parlamentare abbia diritti e privilegi che gli altri cittadini non hanno. Se l'onorevole Quagliariello, per esempio, si innamorasse del suo barbiere, potrebbe lasciare a lui il suo vitalizio".

tornando sul tema dei privilegi dei parlamentari (per i quali le unioni civili vengono di fatto riconosciute, sia etero che omo). Una questione, quella dei vitalizi e delle pensioni di reversibilità, che tuttavia andrebbe eviscerata meglio, forse anche per comprendere le lungaggini sul riconoscimento delle unioni civili.

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