Manifestazione del 15 Ottobre, le colpe di tutti

Eccoci qui, a contare feriti, i danni e versioni. Tutti ad accusare, tutti che s'indignano. Adesso (?!) si cercano i colpevoli. Non è un po' tardi? Questi insopportabili teppistelli non erano 5000 come si legge su autorevoli giornali (del resto per ora ne hanno presi solo 12 ?!?). Ma la cosa più importante, è che erano ben riconoscibili da subito, se notate il video vi accorgerete come la folla li escluda e li condanni. Possibile che si può lasciarli entrare prima?

Si parla tanto di infiltrati da una parte e dall'altra. Ma non sarebbe meglio inserire corpi speciali nel corteo che possano braccare subito il soggetto evidentemente pericoloso? Mi rendo conto che non sia affatto facile, però qui qualcuno deve assumersi delle responsabilità. E se questa volta, per l'ennesima volta, non vedremo dei veri colpelvoli pagare, significa che questo Stato è davvero incapace.

Noi che l'abbiamo seguita in diretta. Cercando di capire sul campo cosa stesse davvero succedendo raccontando le prime impressioni, a caldo... Proviamo a rifletterci ancora.

Mi pare che il primo errore sia stato nel coordinamento 15 Ottobre (che per altro ha fatto un lavoro ammirabile soprattutto per lo sforzo generoso nel mettere insieme tante voci, non è un caso che Roma ha visto la partecipazione più alta della giornata internazionale). Ma il non aver previsto un servizio d'ordine come si deve è stato sicuramente imprudente.

Ancora immagini sulla manifestazione di sabato a Roma
Ancora immagini sulla manifestazione di sabato a Roma
Ancora immagini sulla manifestazione di sabato a Roma
Ancora immagini sulla manifestazione di sabato a Roma

Dall'altra parte c'è stata una vera confusione nella reazione delle forze dell'ordine. Troppi agenti e mezzi impiegati ed immobilizzati a serrare il percorso nelle prime zone (vicine ai veri palazzi ed abitazioni del potere..), gli altri lanciati come pazzi contro tutto e tutti senza però acchiappare davvero nessuno.

Il risultato è stato assurdo. Il corteo spezzato in due, piazza San Giovanni teatro di una guerriglia grottesca, dove le vittime principali erano i tanti testimoni rimasti bloccati dentro. Gli stessi giornalisti coinvolti non credevano ai loro occhi lacrimanti, erano bersaglio come tutti gli altri, in una scena senza senso.

Chiudo aggiungendo che l'esasperazione dei cittadini è tanta. Chiedere di fare manifestazioni colorate e civili fa anche un po' ridere, quando l'esempio che abbiamo non è esattamente di grande pudore civico. Inserisco anche le parole emblematiche, piuttosto condivisibili, di uno, Zag(c) dei tanti partecipanti alla manifestazione di sabato:

(...) Da giorni ho denunciato sul mio blog anche con foto gli infiltrati all'interno del movimento (...) Hanno consentito che le tute nere entrassero nel corteo, e li hanno lasciati indisturbati , tutti asseragliati a difendere i palazzi del potere, lasciando sguarniti ed indifesi noi che manifestavamo.

A piazza San Giovanni la polizia ha caricato anche noi che con le mani alzate gridavamo "no alla violenza" ed eravamo riusciti ad occupare uno spazio della piazza isolando le tute nere. Ebbene la polizia ci ha dispersi consentendo alle tute nere di riprendersi lo spazio che faticosamente eravamo riusciti a ricomporre.

Ma le colpe non sono solo degli altri. Spero che ancora una volta si prenda lezione dalla storia. Le diverse anime del movimento o trovano una sintesi, o trovano una unità di intenti reali, una pratica, concreta del fare e del come farlo oppure questo movimento si sfalderà , come si sono sfaldati tutti gli altri in questi anni. Non si può fare lotta sociale e metterci due settimane per fare un comunicato unitario. Non si puo fare opposizione sociale col bilancino della par condicio! Non si può andare a manifestazione così grandiosi senza un servizio d'ordine.

Sabato, per un certo tempo ero subito dietro lo spezzone delle tute nere e ho visto l'impotenza del movimento di fronte alla violenza di questi. Abbiam cercato, anche menandoli, di cacciarli di farli uscire da un corteo che non li voleva. Ma eravamo isolati e non organizzati. Spero che si faccia autocritica a metodi di assemblearismo parolaio con sintesi non formale, e non concreta, che si smetta con il rifiuto ad organizzazione dietro le fantomatiche parole magiche di "moltitudine"

Ancora immagini sulla manifestazione di sabato a Roma
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