L'idea del sindaco Marino: 30 euro al giorno a chi ospita un immigrato

La proposta nata da un confronto con il sottosegretario agli Interni Manzione. Contrari i partiti di centrodestra

Trenta euro al giorno per chi dà alloggio a un immigrato: è la proposta lanciata ieri dal sindaco Ignazio Marino, e che non sta mancando di suscitare reazioni, perlopiù negative. La proposta è stata lanciata a margine di un incontro al Viminale sul tema dell'immigrazione, e dopo che il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione aveva lanciato l'idea di destinare alle famiglie le cifre che lo Stato spende per mantenere gli immigrati nei centri di accoglienza. Marino si è detto entusiasta dell'idea, tanto da voler allargare l'accoglienza anche agli immigrati adulti, e non solo ai bambini come da proposta iniziale.

Il fatto curioso è che quella dei 30 euro al giorno per gli immigrati è una di quelle bufale che girano periodicamente sui social network, salvo essere poi smentite, mentre in questo caso si tratta di una proposta reale. D'altronde la questione dei costi degli immigrati per lo Stato è annosa: per mantenere i profughi nei centri di accoglienza l'Italia riceve sovvenzioni europee, e non sempre è chiara l'entità delle cifre effettivamente spese. Quando, periodicamente, torna il tormentone dei 30 euro al giorno a immigrato cresce l'indignazione, fomentata da gruppi di destra, ma gli addetti ai lavori spiegano spesso che in realtà la cifra pro capite può anche essere superiore, arrivando ai 50 euro a immigrato.

Questo porta quindi dei dubbi sulla reale fattibilità della proposta, che sarebbe a costo zero per lo Stato, come spiega Marino.

Abbiamo immaginato che, oltre all’affido pediatrico, anche gli adulti possano essere affidati alle famiglie, con un contributo statale di 30 euro al giorno: con lo stesso attuale investimento di 900 euro al mese, crediamo che destinare questi soldi alle famiglie che ospitano gli immigrati possa creare una situazione di maggiore disponibilità all’accoglienza e integrazione sociale

Ma come funzionerebbe questa sorta di "affido" degli immigrati, che passerebbero dai centri di accoglienza alle famiglie? E come ci si regolerebbe con i clandestini a rischio di fuga? Sono molti i dubbi sulla fattibilità della proposta, e nulla ancora si sa delle modalità con cui dovrà essere regolamentata, d'altronde non c'è ancora nulla di ufficiale, a parte la dichiarazione di Marino. Il tutto verrà infatti discusso al tavolo nazionale sull'immigrazione, assieme ai responsabili nazionali ma anche ai rappresentanti degli altri enti locali. E da qui si capirà anche se la proposta verrà accolta con lo stesso calore anche dagli altri sindaci italiani: per ora la voce di Marino è stata l'unica in questo senso.

E anche se si tratta di un'idea la cui praticabilità è ancora tutta da valutare, e su cui lo stesso ministro Alfano si è guardato bene dall'esprimersi, sono scattate le reazioni dell'opposizione a Marino, a partire dal suo predecessore Gianni Alemanno. L'ex sindaco rimarca che "30 euro sono di più di quanto viene dato ad una famiglia per assistere un disabile in casa e sono più del doppio che viene dato alla maggioranza dei pensionati sociali italiani. Il governo punta sulla disperazione delle famiglie italiane che non riescono ad arrivare alla fine del mese, allettandole con quello che sul margine per l’assistenza ai rifugiati riuscirebbero a risparmiare", e parla di "guerra tra poveri". Sulla stessa linea Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia,

30 euro al giorno sono 900 euro al mese. Il doppio di quanto prenda un pensionato minimo, tre volte quanto spetta a un invalido, e più di quanto guadagni la media dei precari italiani. E aggiungo che lo stato italiano non ti da’ 30 euro al giorno per mantenere tuo figlio se e’ disoccupato e vive ancora in casa con te.

In quanto a Marino, dopo la dichiarazione iniziale non sono arrivate repliche. Anzi, il sindaco, solitamente molto attivo sui social network, si è ben guardato dal riprendere la proposta, preferendo concentrarsi sulla fine del restauro della Barcaccia a Piazza di Spagna.

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