Proverbi e dintorni: a Roma la saggezza è in rima

Un breve viaggio tra i modi di dire della e sulla Capitale

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Motti, arguzie, facezie e pasquinate: noi romani siamo e siamo sempre stati (la storia lo dimostra) campioni in questo campo, con un’acutezza mentale, una prontezza di spirito e una velocità di lingua spesso più tagliente di una lama, davvero imbattibili. Un primato che molti c’invidiano o per lo meno ammirano la saggezza popolare che vi si nasconde dietro, perché in definitiva di questo si tratta, anche se in superficie sono solo frasi in rima, spesso in quel misto di dialetto e italiano che fa tanto ridere fuori dal raccordo anulare, a volte dal doppio senso fin troppo esplicito. Ma che volete farci: siamo così e ci si può solo amare o odiare, e comunque, alla follia! Oggi ripercorriamo insieme alcuni di questi detti: sarebbe in ogni caso un percorso non esaustivo, perciò scegliamo di limitarci ai modi di dire in italiano che riguardano la città e la prendono come punto di riferimento o come unità di misura; poi, se questo post vi sarà piaciuto, chissà…

Tutte le strade portano a Roma


Cominciamo con uno dei proverbi più famosi, usato ancora oggi in città, ma anche fuori: nessuna metafora né significato occulto per un detto che semplicemente si riferisce all’efficienza del sistema stradale romano, ineguagliabile già all’epoca dell’impero. Sull’insieme delle vie consolari, tra l’altro, il cui chilometraggio si conta a partire dal Campidoglio verso fuori, si basa anche l’attuale sistema viario italiano: ecco qua che – per davvero – tutte le strade portano a Roma semplicemente perché da essa realmente partono.

Pagare “alla romana”


Si fa quando al termine di una cena il conto si divide in parti uguali tra i commensali, anche se originariamente chi pagava alla romana pagava soltanto quello che aveva consumato. Questa espressione compare per la prima volta nella letteratura ottocentesca e indica la messa in comune delle vivande durante una festa o un banchetto: il riferimento storico, infatti, è alle ‘romanate’, cioè le merende fuori porta dell’antica tradizione locale. Meno spesso è comparsa un’espressione simile: “partire alla romana” nel significato di partire alla chetichella, di nascosto.

Roma non è stata costruita in un giorno


Pazienza, ci vuole, per realizzare grandi cose: è l’insegnamento che questo antico detto latino fa giungere fino a noi. Potremmo anche interpretarlo per estensione, che la cura e il tempo che si dedica a qualcosa la rendono più bella e più importante, come gloriosa e potente era Roma nel passato.

Roma caput mundi


La locuzione deriva da quella usata da Tito Livio nell’Ab Urbe condita: “Roma caput orbis terrarum”. All’epoca Roma era davvero la capitale del mondo noto, perché l’impero aveva raggiunto la sua estensione massima. Oggi viene usata con orgoglio da noi romani per riaffermare in vari ambiti – e non sempre a ragione – la nostra superiorità.

Andare a Roma e non vedere il Papa


Qui il significato è abbastanza intuitivo e vuol dire non raggiungere il risultato desiderato, ma anche non cogliere l’aspetto più importante di una questione, non riuscire a conseguire completamente un risultato per incapacità o per incuria. Lo dicevano i pellegrini che nel Medioevo, da varie parti d’Europa, intraprendevano lunghissimi e difficoltosi viaggi proprio con l’unico scopo di vedere il Papa a Roma.

Prendere Roma per Toma


Prendere una cosa per un’altra, confondersi: questo proverbio è un po’ la versione romana di “capire lucciole per lanterne” o, se volete “prendere fischi per fiaschi”. Qui per spiegare che cosa sia la ‘toma’ dobbiamo ricorrere a un altro detto, “promettere Roma e Toma”, tradotto dal latino “promittere Romam et omniam”, in cui ‘et omniam’, detto sempre più velocemente, si è trasformato in questa Toma che tanto senso non ce l’ha.

A Roma Iddio nun è trino, ma quattrino


Questo motto, pensate, ha addirittura origini antichissime, infatti è la traduzione esatta dal latino “Romae Deus non est trinus sed quatrinus”. In pratica dà credito alla voce che i romani sarebbero un pochino avari e anche un tantinello banderuole, pronti a dare credito ora al re ora al Papa, a seconda delle circostanze e soprattutto… a seconda del tornaconto economico! In molti scritti e testimonianze d’epoca, infatti, si legge che a Roma l’oro era il primo sangue.

Un’ultima digressione la vorrei fare sul tema del campanilismo, sempre molto forte in Italia e quindi anche a Roma, che certo non fa eccezione. Per ribadire la bellezza della propria città, la grandiosità dei suoi monumenti e il valore della sua storia, ancora più evidenti se messi in relazione con monumenti e storie di altre città, quei gentlemen dei romani – che a volte non siamo altro – hanno coniato nei secoli espressioni poco lusinghiere del genere: “L’unica cosa bella de Milano è er treno pe Roma”, oppure “Si Roma c’avesse er porto Napoli sarebbe ’n orto”. Certo, ora che le rileggo, mi sembrano così vere…

Foto | Emanuele

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