Roma violenta: distrutto un autobus e aggredita autista

Erano circa in 40 e hanno rovinato una vettura Atac, prima che l’autista facesse in tempo a scappare con il mezzo.

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Una sera apparentemente come tante, ma in pochi minuti alla periferia est di Roma, è accaduto l’impensabile. L’autobus 042 si trovava alla fermata e quando Elisa, l’autista 33enne ha aperto le porte per far salire i passeggeri, una quarantina di persone per motivi ancora non chiari, hanno iniziato a lanciare bottiglie di birra e a mostrare un atteggiamento violento.

L’autobus è stato rovinato pesantemente nel giro di una manciata di secondi, anche a causa del numero nutrito di individui, prima che la donna potesse realizzare quanto stava accadendo e con una buona prontezza di riflessi e tanto sangue freddo, ha deciso di mettere in moto ed allontanarsi per scappare ed evitare una aggressione ancora più seria.


Lei, che lavora da quasi otto anni in Atac, è ancora sconvolta, a poche ore dall’accaduto, mentre era in servizio sulla vettura che collega Lunghezza a Corcolle. Ha , quindi, chiamato il suo ispettore e si è recata al capolinea.

Come conferma Elisa, quando stava tornando in rimessa, ha ritrovato il gruppo che ha iniziato ad insultarla, dicendo che sarebbe stata uccisa se non avesse aperto le porte. L’aggressione è ripresa, con il lancio di sassi e bottiglie. Il risultato è stato un vetro spaccato e ancora tanta paura.

E’ stato un collega ad arrivare per aiutarla da questa inspiegabile aggressione, avvenuta ad opera di un gruppo di immigrati. Alla fine, è riuscita a scappare ma si chiede come mai non aveva un mezzo blindato che potesse proteggerla in casi come questi.

La zona, infatti, è considerata a rischio e anche se era pomeriggio inoltrato, quando si avvicina la sera, i pericoli aumentano. Elisa, dopo essersi fatta visitare al pronto soccorso e non essere riuscita a chiudere occhio la notte dopo l’aggressione, ha deciso di presentare una denuncia personale, perché non accada più tutto questo.

Il giorno dopo l'assalto al bus i cittadini di Corcolle hanno deciso di scendere per strada. Contro il centro d'accoglienza della zona che secondo i residenti è il principale responsabile dei problemi del quartiere. Circa 300 persone hanno bloccato la via Polense.

Sul posto sono dovute intervenire le pattuglie del commissariato Casilino per evitare che la situazione degenerasse ed hanno sbloccato il traffico, bloccato per quasi un'ora, con ripercussioni soprattutto sulla Prenestina.

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