Un sit-in al San Camillo per Chiara, ormai simbolo della violenza sulle donne

No al rito abbreviato per chi ha ridotto in fin di vita la giovane di Casalbernocchi, sì ad una legge più severa contro chi abusa “dell’altra metà del cielo”

io sto con chiara monda

 

Che cos’è che spinge un uomo ad usare violenza nei confronti di una donna, fisica o psicologica che sia? Perché la prevaricazione diventa quasi la regola, in una società dove la decisione di mettere fine ad una storia d’amore (spesso il motivo è quello) non è libera?

Sono centinaia coloro che sono vittime di abusi più o meno gravi in Italia e nel mondo, ma la storia di Chiara Monda la ricordano tutti e da mesi, la speranza che la sua tremenda agonia si trasformi nel miracolo della guarigione è ormai nulla. Picchiata dal suo compagno è ancora in coma da febbraio e rischia la vita.

Ora un sit-in perché non si verifichi il classico caso, della “burla dopo la beffa”. Perché per il muratore 35enne Maurizio Falcioni, autore del brutale gesto, potrebbe esserci il rito abbreviato e Roma dice No a tutto questo con una manifestazione al San Camillo.

La ragazza di Casalbernocchi è in stato di incoscienza dallo scorso 3 febbraio ed è un caso simbolo dei femminicidi, sempre più frequenti ormai, mentre il padre continua a gran voce a chiedere giustizia. Con i familiari ha organizzato l’evento e ha aperto una pagina Facebook che si intitola ‘Io sto con Chiara Basta violenza sulle donne’.


Ora, per i parenti di Chiara l’ennesimo dolore. Il legale di Falcioni, avrebbe chiesto il rito abbreviato. La giovane è in coma per le botte ricevute e si trova tra la vita e la morte, soprattutto per le continue infezioni che non le lasciano scampo.

Nonostante si speri sempre, per lei le speranze sono poche, visto che a livello neurologico la situazione è gravissima. Il 90 per cento del suo cervello è ormai compromesso, secondo i medici, per sempre. I genitori continuano a vivere per accudirla, ma sanno che non tornerà quella di prima.

Sono sempre di più coloro che si stanno iscrivendo al gruppo, cercando di lottare per lei e per tutte le vittime, passate, presenti e future di compagni o ex compagni, violenti. Il prossimo obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni e fare in modo che la battaglia dei cittadini, si trasformi in severe leggi.

Per questo, come lascia intuire il padre, non è giusto che chi ha commesso una simile azione possa trovare un modo per pagare la sua colpa in modo più lieve. La legge sulla violenza contro le donne va rivista e anche i vip sono sensibilizzati da questa vicenda, senza contare le tante adesioni dall’estero. Partendo da Chiara, insomma, dalla sua dolorosa vicenda, bisogna difendere le donne, vittime silenziose di una furia senza controllo.

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