Mostre a Roma a settembre 2014: al Chiostro del Bramante arriva M.C. Escher

L’olandese Escher, amatissimo da un grande pubblico trasversale, torna finalmente con una mostra tutta sua al Chiostro del Bramante.

La sua peculiarità è in particolare quella di stupire con una forma d’arte probabilmente unica che unisce abilmente misticismo e scienza. Ecco perché pur essendo noto Maurits Cornelis Escher è adorato soprattutto dai giovani, dai matematici e dai filosofi.

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I suoi capolavori saranno ospitati al Chiostro del Bramante a Roma, a partire dal prossimo 20 settembre e fino al 22 febbraio 2015.

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Al momento, solo anticipazioni di quella che sarà l’esposizione, ma il successo è annunciato anche ricordando quella del 2005 accolta con grande entusiasmo nella Capitale.

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In quella occasione il titolo era “l’occhio di Escher” e aveva conquistato tutti. Certo in città sono previsti parecchi altri eventi e non solo a carattere culturale, tuttavia c’è ancora grande riserbo, tranne che per questa mostra di un disegnatore ed incisore che ha lasciato il segno nel vero senso della parola.

Escher ad inizio Novecento, ha fatto respirato i profondi cambiamenti che erano in corso. Dalla psicanalisi alla teoria della relatività, ragionamento scienza e teoria a volte si scontravano, ma apparivano estremamente affascinanti con i loro concetti e lui li rendeva a suo modo immortali.

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Adulti e giovanissimi possono rimanere incantati dalle sue grafiche, gli scienziati possono coglierne la vera essenza ma ogni opera è comunque fruibile da tutti perché parte dall’animo dello stesso artista e lo racconta in versione speciale.

Una delle peculiarità di Escher era quello di essere un gran viaggiatore, capace di far arrivare al cuore ciò che catturava con lo sguardo, prima di “raccontarlo” in versione artistica al suo pubblico.

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Tra i luoghi che lo ispirarono ci sono stati proprio Roma (no già ci siamo divertiti con le #Romanologie a ritrovare scorci che lo ricordano, insieme al grande Piranesi).

E poi Ravello, Siena, Firenze, Aspromonte, Sicilia, Svizzera e Olanda. Da un primo periodo dedicato alla figurazione, passò alle teorie più astratte dei fenomeni trasformati in arte.

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In primo piano per Escher c’è l’occhio collegato alla Terra, alla creazione e al ciclo dell’infinito. Molto nota resta la litografia del suo stesso bulbo oculare ingrandito esageratamente, in cui si vede riflesso un teschio, a rappresentare la vita, fragile quanto reale.

Foto da mcescher.com

Per info e prenotazioni Chiostro del Bramante

Tel/Mob +39 06 68809035-36
Fax: +39 06 68213516
dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle 18.00
info@chiostrodelbramante.it

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