PRIP e Regolamento Affissioni in Aula Giulio Cesare: Cartellopoli a rischio concessioni?

Dopo lo sconto camion bar, Roma aspetta la delibera sul nuovo Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e il Regolamento sulle affissioni, a rischio di concessioni per la Cartellopoli indecorosa.

I tempi per la presentazione del bilancio di previsione 2014 della capitale sono agli sgoccioli, ma anche i più delicati per il Campidoglio alle prese con la delibera del Prip tra le sei propedeutiche ancora da approvare.

Il nuovo Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari messo a punto dalla giunta capitolina, e il Regolamento sulle affissioni, perseguono l'obiettivo di regolamentare la cartellopoli selvaggia e indecorosa che deturpa Roma, con le proposte di deliberazione 59 e 61 dibattute oggi in Aula Giulio Cesare.

Proposte che prevedono la messa a bando del 100 per cento degli spazi divisi in dieci lotti, che si ridurranno da 224mila a 138mila, aumentando gli introiti da 13 a 30 milioni all’anno, con un incremento del 130% per le casse del comune, da destinare a servizi come bike sharing, arredo urbano, toilette, etc

Questo almeno nelle intenzioni del Sindaco di Roma Marino, che lo ha presentato come un bando totale con «sgravi» per le imprese virtuose che nel corso degli anni non hanno contribuito alla giungla delle affissioni abusive nella Capitale.

Una visione che rischia di scontrarsi con quella che potrebbe arrivare dalla maggioranza, insieme ad un accordo trasversale per riservare un 15-20% ad alcune ditte, smorzando gli entusiasmi delle associazioni cittadine contro il degrado, come VAS, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva Lazio, già mobilitate sul versante social con una protesta contro un eventuale emendamento salvagente come quello dei camion bar appena 'salvati' da un consistente aumento di tassa di occupazione del suolo pubblico.

Si parla di un rinvio alle calende greche, stralciando il provvedimento dal bilancio, oppure di un emendamento nello stesso stile del "regalo" fatto ai camion bar. Entrambe le ipotesi sarebbero una grave sconfitta per la città. - Basta Cartellopoli

Un compromesso per una questione spinosa che «sarebbe una vergogna» per lo stesso Marino, ma potrebbe comunque spingerlo a concedere un 10% di spazi fuori bando, «Ma non di più, e solo per senso di responsabilità».

Chi aspetta questa riforma dal 1993 ha già lanciato l'allarme al grido di "il Prip non deve morire" e minaccia di mobilitarsi per invadere l’Aula Giulio Cesare, con richieste inoltrate anche al premier Matteo Renzi.

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