Il laghetto della Snia, angoli di paradiso nella borgata romana

Nell'area dell'ex Snia Viscosa, tra via Prenestina e via di Casalbertone, esiste un lago formatosi dove doveva sorgere un centro commerciale. Dalle battaglie contro la speculazione edilizia si è passati a quelle per la riqualificazione dell'area

Un lago al centro di Roma da riqualificare e rendere un parco pubblico aperto a tutta la città; sembra assurdo e, per certi versi, lo è: nell'area dell'ex Snia Viscosa, lungo via Prenestina, nascosto da un muro di cinta e da alcuni cancelli attraverso i quali era impossibile gettare lo sguardo c'è un lago.

I fatiscenti edifici residenziali costruiti durante il "nuovo sacco di Roma" lungo la via Prenestina, a largo Preneste, a via di Casalbertone fanno da cornice ad una vera e propria selva rigogliosa, uno spicchio di verde all'interno di un ex cantiere dove sarebbe dovuto sorgere l'ennesimo centro commerciale mastodontico ed inutile.

Eravamo agli inizi degli anni '90 e gli abitanti della parte alta del Pigneto, del Prenestino e di Casalbertone scendevano in piazza per contrastare l'ennesima opera di speculazione edilizia, che non avrebbe portato altro che cemento in un quartiere ad altissima densità di edifici (alcuni vere e proprie "conigliere" di 10 piani).

Ma durante gli scavi per la realizzazione del parcheggio multipiano il grande buco ha cominciato a riempirsi d'acqua: grazie al danneggiamento di una vena dellafalda dell'Aqua Virgo durante gli scavi il buco delle fondamenta cominciò inesorabilmente a riempirsi d'acqua, creando il primo lago naturale di acqua risorgiva nel territorio della città di Roma. Una sorta di contrappasso della Natura.

1012481-203479656502797-141781752-n-620x350

Il laghetto della Snia

Antonio Pulcini, noto costruttore romano all'epoca proprietario dell'ex fabbrica e del terreno, cercò inutilmente di dragare il lago, succhiando litri e litri d'acqua con le idrovore, incanalando questa nelle fognature fino a quando queste ultime non hanno retto, allagando l'intero quartiere Pigneto.

"La corona di spine che avvolge la città di Dio"

lo chiamava Pasolini, che il Pigneto lo amava, come amava i suoi volti, gli odori, i luoghi di questo quartiere-paese, ex borgata inglobata nel centro ma rimasta identitariamente uguale a se stesso.

Dopo un contenzioso con il Comune di Roma durato anni, e finito nel nulla, l'area viene abbandonata e tutto dimenticato: se da un lato la città di Roma respira la propria storia millenaria dall'altro la memoria a breve termine degli abitanti spesso tende a non ricordare e così, per tutti, dietro quel muro non c'era niente.

Con la giunta Alemanno però le cose cambiano: nel 2010 il Comune di Roma apre un bando per la riqualificazione di immobili, il "bando relitti urbani", o aree degradate e il costruttore Pulcini torna alla carica con un progetto milionario; quattro torri da 30 piani ed un polo universitario della Sapienza, ma senza "social housing" e senza servizi il progetto ha un chiaro odore speculativo. Associazioni come il Wwf, realtà sociali come il Csoa ex-Snia, la Ciclofficina e il Comitato di quartiere Pigneto-Prenestino, si allertano e, temendo il peggio in un quartiere ad altissima densità dove tutto serve tranne che nuovi palazzi, si mobilitano per salvaguardare l'area verde, il lago e per chiederne la riqualificazione.

Nel dicembre scorso l'assessore alle periferie Masini spiegava come la battaglia poteva dichiararsi vinta, con l'accantonamento del progetto torri e dell'intero bando "relitti urbani": Comune e Municipio sono contrari a nuovo cemento nel quartiere.

Il 19 febbraio la Giunta approva la mozione presentata dal capogruppo di SeL Gianluca Peciola, che chiede di espropriare una parte della zona antistante il lago ex Snia in zona Pigneto per rendere accessibile alla popolazione sia il parco che il lago.

Ma non basta ancora: l'area al momento resta abbandonata e da riqualificare, ma i ragazzi del Csoa ex-Snia Viscosa non amano restare con le mani in mano. Venerdì si terrà un'assemblea pubblica alle 18 e un concerto, dopo le 21, nel corso del quale verrà presentato ufficialmente il video, che proponiamo in testa al post, degli Assalti Frontali "Il Lago Che Combatte" (ne abbiamo parlato su Soundsblog).

Il rischio è che tutto finisca nella solita bolla di aria fritta:

"Il 14 agosto scade il termine dell’esproprio per realizzare il parco desiderato. Ora il sindaco di Roma Marino deve decidere cosa fare: dare il lago alla città, facendo vincere la Roma viva, naturale e meticcia, la Roma del futuro o ucciderlo per fare posto a 4 grattacieli come vuole il costruttore proprietario della zona."

scrivono i ragazzi del Csoa Ex-Snia nell'annunciare la festa di venerdì, dove per la prima volta gli Assalti Frontali canteranno "Il Lago Che Combatte". Per riappropriarsi di un pezzo di Roma che la Natura ha voluto togliere ai palazzinari.

Nemmeno con la bellezza dell'Appia Antica ci era riuscita.

Foto | Prenestinoweb


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 82 voti.  

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO