Vademecum per la sicurezza delle donne

Vademecum per la sicurezza delle donne copertina

Nella Roma Capitale fregiata di “Urban Security Award” le signore in tutte le stagioni continuano a rabbrividire per ogni passo avvertito alla spalle, mani distratte cadute dove non dovrebbero, sguardi insistenti, telefonate anonime, spesso avvisaglie di ben altri comportamenti spiacevoli e violenze. Durante il giorno, come di notte, nelle stradine isolate come in quelle affollate, una donna che vive a Roma, come ormai in ogni angolo di mondo, ha imparato a guardarsi bene intorno, diffidando di tutto e di tutti.

Anche chi non ha mai vissuto un’esperienza di violenza o l’ha evitata per un soffio, avverte il brivido della paura ogni volta che qualcosa allerta i campanelli d’allarme, resi più sensibili da troppi fatti di cronaca, e se in molte imparano presto a prendere precauzioni, ancora a tante forse potrebbe essere utile entrare in possesso di una delle 10mila copie del "Vademecum per la sicurezza delle donne", distribuito da ieri all'uscita delle stazioni della metropolitana di Roma, e presto on line, frutto dell’iniziativa “Vivere sicure si può”, e del Manifesto programmatico 'Mai più violate'.

24 pagine di consigli, esempi e strategie da adottare per riconoscere e scongiurare esperienze spiacevoli come lo stalking, e reagire a situazioni di pericolo in casa e per strada, a piedi o in auto, ma anche 'regole d’oro' come aggiornare la rubrica con numeri d’emergenza da tenere sempre a portata di mano, non inserire informazioni personali sui social network, non esibire documenti o lasciare effetti pensionali e chiavi in giro, anche sul posto di lavoro o in casa di amici.

Insomma un opuscolo per essere più informate, che se non servirà a sentirsi un po' più sicure, e in molte bolleranno come un concentrato di ovvietà poco risolutive, forse indurrà le più ingenue, sventate o inesperte a riflettere.

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