Calendario Romano: Gaio Luglio Cesare

Calendario Romano e festività antiche: Luglio

Estate. A Roma è sempre stata calda e in vista delle Feriae Augusti, Luglio era l'ultimo tempo in cui si faceva qualcosa che non fosse oziare. Anzi, a pensarci bene, aver dedicato questo mese al grande Giulio Cesare, condottiero, conquistatore e riformatore (del calendario fra l'altro, nel 46 a.C.), dimostra quanto il periodo fosse importante.

Vediamo le giornate e le feste principali, per la nostra rubrica mensile. Dopo una curiosa quanto ancora misteriosa celebrazione della "fuga del popolo" (5 Luglio, Poplifugia) partivano i Ludi Apollinares, dal 6 al 13. Giochi al Circo Massimo, in onore al dio Apollo, divenuto nei tempi augustei una divinità centrale nel paganesimo romano.

Durante i giochi c'era spazio anche per festeggiare Giunone Caprotina (il 9), protettrice della fecondità femminile, con un rito arcaico in cui i sacerdoti incidevano dei rami di fico selvatico per far gocciolare il suo latte vegetale, e subito dopo si onorava Vitula, dea della gloria e dell'esultanza per la vittoria. Due giorni, il 10 e 11, di Vitulatio.

Calendario Romano e festività antiche: Luglio
Calendario Romano e festività antiche: Luglio

Ne avevano ben donde di allenarsi all'esultanza. Perché la seconda parte del mese era tutta una collezione di vittorie da celebrare. Cominciamo con il 15, Honor et Virtus, dedicato prima al dio Honor, al quale Fabio Massimo dedicò un tempio dopo la sconfitta dei Liguri nel 234 a.C., quindi anche al dio Virtus, quando una dozzina d'anni dopo Claudio Marcello a lui lo consacrò con la vittoria sugli Insubri.

Ma queste erano solo schermaglie. Dopo una pausa rinfrescante fra i boschi sacri tra il 19 e il 21 (Lucaria, da lucus, bosco) che si svolgeva nelle foreste fra Tevere e Salaria (oggi ci resta Villa Ada) ecco la festa, anzi le feste del mese.

I Ludi Victoriae Caesaris duravano dieci giorni. Dal 21 Luglio fino alla fine, al 31. Giochi e celebrazioni in onore delle famigerate vittorie di Cesare su Galli, Germani e Britanni. Insomma l'Europa romana.

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Da non dimenticare però anche due festività dedicate a divinità dell'acqua. Elemento che con i romani ha sempre avuto un rapporto particolare. Il 23 si salutava il dio Nettuno, antico protettore delle acque correnti, con un tempio a Campo Marzio (nello stesso giorno spesso i romani, riuniti in comitii andavano a votare). E il 25 si celebrava la dea Furrina, altra dea arcaica delle acque.

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