Gita fuori porta: ad Ardea cacio e pepe all’ombra del castello


Avete ancora un weekend a disposizione per tuffarvi nelle acque di Ardea, litorale a sud di Roma, e poi ripagare le faticose bracciate e pinnate, la sera, con un ottimo e possibilmente traboccante piatto di spaghetti cacio e pepe… forse il più delicato dei primi romani.

Un piatto che poi, proprio romano non è: sembra l’abbia ‘inventato’, infatti, l’ingegno dei pastori del Lazio, che insieme al bastone per incitare le pecore portavano con sé al pascolo bei pezzi di pecorino per ingannare la fame e sacchetti di profumatissimo pepe per aromatizzarlo. Da qui il salto verso lo spaghetto e, recentemente, nell’epoca in cui anche l’occhio esige la sua parte, alla cialda di pecorino a far da scodella, è piuttosto breve.

E poi c’è assai poco di meglio al mondo di una bella cena rifocillante incorniciata da un bel panorama: la manifestazione di cui parliamo si chiama all’ombra del castello perché un castello qui c’è ed è quello Sforza–Cesarini.

Forse il più suggestivo, ma non è certo l’unico testimone della storia di Ardea, il castello: abbiamo pure il centro portuale fortificato all’area sacra dell’Aphrodisium, dedicata ad Afrodite Marina, dal Castrum Inui. Non si possono perdere, poi, i Giardini della Landriana disegnati da Russel Page, famoso architetto di paesaggi, che sistemò la notevole collezione di piante e fiori realizzata da Lavinia Taverna sulla propria proprietà della "Landriana" nel corso di una decina di anni. La proprietà si articola su una serie di giardini a tema: giardino degli aranci, giardino delle eriche, valle delle rose.

Infine due righe sulle origini remote e mitologiche della cittadina dei Rutuli, che è quantomeno controversa: c’è chi ne attribuisce la fondazione ai consorti Danae e Pilumno dalla cui discendenza proviene Turno, re dei Rutuli appunto; e chi invece parla dell’eroe Ardeia, figlio di Ulisse e Circe, dal quale la città avrebbe ereditato il nome.

Foto | Flickr

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