Viaggio nella blogosfera romana: Eleonora Baldwin, un'americana a Roma, una romana nella Rete

Immagini e screenshots di Eleonora Baldwin

Abbiamo cominciato a navigare più a largo delle acque agitate dei blogger antidegrado, e stiamo scoprendo nuovi personaggi affascinanti, del tutto casualmente, come sempre capita nella Rete. Oggi incontriamo un'eclettica figura della Roma nel web. Una food & travel writer and consultant, una fotografa, insomma una blogger. Si chiama Eleonora Baldwin, papà americano, mamma romana e nonno mito... E' un vero esempio delle incredibili potenzialità interattive del mondo moderno.

Raccontaci di te, Eleonora, del tuo incontro con la Rete e con la Blogosfera. Quando, perché, grazie a chi, come ti sei evoluta, cresciuta e attualmente di cosa ti occupi


Scrivo. E fotografo. Soprattutto cucino, e mangio. Amo mangiare. L'altra sera sono andata a cena per la prima volta in un ristorante stellato e ho assaggiato il mio primo menù-degustazione: 16 portate di pesce, e sono ancora talmente entusiasta dell'esperienza vissuta che non riesco a levarmi dalla mente quei sapori, abbinamenti, il sorriso affascinante dello chef...

Sono nata negli USA da padre americano e mamma romana, e vivo a Roma da quando avevo tre anni. Sono cresciuta con queste due culture intrecciate, approfondendo ciascuna contemporaneamente, ma prevalentemente all'ombra del Colosseo. Dopo gli studi e una "breve" incursione di 10 anni nella grafica pubblicitaria, mi sono buttata nel mondo del cinema, seguendo i passi di nonno Vittorio De Sica.

Aspetta, aspetta.. Abbiamo capito bene? Sei nipote del grande Vittorio De Sica?

Si, era mio nonno; il papa' di mia madre.

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Lo hai conosciuto bene? Che ricordi hai di lui?

Sì, era un nonno molto presente e premuroso. È morto quando avevo 7 anni, ma per fortuna abbiamo avuto modo di frequentarci parecchio e volerci bene. Lo facevo ridere, e lui mi trattava con lo stesso rispetto e tono usato con "i grandi." Ho dei ricordi molto teneri, prettamente familiari: le domeniche a pranzo, il caffè che gli portavo al risveglio dal pisolino, il profumo di Pantén e flanella inglese che lo avvolgeva...

Ricordo una volta, quando era ormai avanti con la malattia, che siamo andate io e mamma a trovarlo nella grande casa di Via Aventina. Era a letto, e quando sono entrata in camera ha sorriso e si è tolto di fretta la mascherina dell'ossigeno, forse per non spaventarmi. Mi dispiace non aver condiviso con lui gli anni a venire, la maturità, la mia professione. Soprattutto mi sarebbe piaciuto fargli conoscere mio figlio.

Ma tu dal cinema al web, perchè?

All'alba dei 40, seguendo un ennesimo ciclo evolutivo, e per sopravvenuta maternità, mi sono allontanata dal mondo dello spettacolo, per favorire un'esistenza più stabile. Una maggiore regolarità mi avrebbe finalmente permesso di perseguire le mie passioni, la scrittura e i piaceri della tavola. Attualmente, oltre a collaborare con diverse webzine e progetti nel settore eno-gastronomico, organizzo vacanze culinarie e tour per gourmand stranieri in visita a Roma.

E il tuo incontro con la Blogosfera?


È cominciato tutto con una ricetta. Ho iniziato a raccogliere le ricette di nonna, i consigli di mamma, annotando i piatti che più mi avevano emozionato nel corso dei viaggi, mettendo tutto da parte per avere a portata di mano un bacino di idee ora che, da genitore avrei messo radici, e avrei provveduto a mandare avanti una famiglia da sola.

In breve tempo il file crebbe a dismisura. Cominciai a notare che la parte più interessante di ciascun scritto era l'introduzione, dove divagavo, parlavo di me, del mio approccio alla cucina ma anche alla vita, esperienze, ricordi, sapori...

Tutto questo è diventato materiale per un manoscritto che un giorno fortunato qualcuno vorrà pubblicare. Nel frattempo, grazie all'ispirazione di una cara amica scrittrice/giornalista australiana Anna Johnson, e su consiglio di una editor Dianne Jacob e di una esperta blogger statunitense trapiantata in Calabria (Michelle Fabio di Bleeding Espresso), nel 2009 ho iniziato un blog che avesse lo stesso sapore del manoscritto. Una piccola finestra aperta su chi ero e su cosa cucinavo quel giorno.

Poi ci ho preso gusto e ho cominciato a scrivere anche in Italiano (il primo blog aglioolioepeperoncino.com è in inglese), e allora è arrivato Forchettine, il mio sogno di bambina: scrivere recensioni di ristoranti e mettere, a seconda del mio personale giudizio di non-autorevole critico, forchettine come voto.

Quindi è stato il turno di una guida per famiglie con bambini in viaggio a Roma (Rome City Guide for Kids) ed un photo-blog, dove quasi giornalmente pubblico una foto della mia città (Roma Every Day). Quest'ultimo mi ha fatto scoprire innanzitutto una passione per la fotografia, che nel tempo sta però anche allenando il mio occhio a catturare sempre meno immagini da cartolina, e invece vedere la città da un punto di vista più mio, interno, personale.

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Iperprolifica... E sei stata ricambiata dal blogging?

Mi sono affacciata alla blogosfera per imparare. Ed ha funzionato: ho imparato che il blog non serve solo a far crescere la mia visibilità dando così una chance al mio libro. Ho imparato che ogni giorno ritorno per imparare qualcosa di nuovo. Con ogni post, grazie a ciascun commento, email, suggerimento, discussione, imparo quanto la blogosfera regali opportunità di arricchire vicendevolmente la vita mia e degli altri.

Ho iniziato a bloggare con pudore, poi complice un sano narcisismo, ho iniziato a farmi i "pixel degli altri" e sono uscita allo scoperto, ma solo nell'ambito della blogosfera anglofona, con piccole interviste e guest post. Nel panorama italiano ancora no. La rubrica di 06blog mi sembra il posto ideale per porre rimedio.

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Siamo onorati per questa esclusiva! E visto che ci occupiamo di Roma, non possiamo che chiederti nello specifico. Ti sembra cambiata? In male? in bene? E la Roma web? Funziona? E i romani nella rete?


Roma sembra non cambiare mai. E invece a mio parere la città eterna sta attraversando una mutazione, e proprio a partire dalle tavole imbandite dei suoi ristoranti, dai mirabolanti buffet-aperitivi delle enoteche, e dai ristoranti segreti che stanno spuntando come funghi nelle terrazze romane, soddisfacendo la richiesta di tutti i palati e tutte le tasche. Io mi muovo in questi ambienti diciamo mangerecci, e ho avuto modo di conoscere maggiormente quelli.

Se da un lato, sento che i cambiamenti sono positivi, dall'altro, passeggiando la mia città da turista, con gli occhi di straniera, noto invece sempre le stesse brutte abitudini: Villa Borghese e altre zone verdi che come arriva l'estate vengono lasciate al degrado più totale, e la solita assenza di senso civico da parte dei residenti.

Il web romano sarebbe un veicolo straordinario per affrontare entrambi questi aspetti contrastanti: fare denuncia e dare di contro vita a una rivoluzione godereccia, ma a quanto mi è parso di capire il 2.0 è ancora un mondo tutto da scoprire. Molti forum, diversi blog, molte pagine facebook, sicuro.. Ma Twitter, Tumblr e Stumble etc. ancora poco esplorati al di là del mondo dell'informazione e della politica.

L'individuo romano in Rete è forse ancora timido di fronte a questi efficaci mezzi interattivi di comunicazione. Vedo molto più attivi gli stranieri di stanza a Roma, quelli che di passaggio hanno deciso di rimanere e mettere radici, gli studenti in vacanza studio, o gli "expats" innamorati della capitale e la sua cultura variegata.

Molti hanno un blog, e attivamente manifestano i propri pensieri, frequentazioni, scambiano pareri, fanno comunicazione usando la rete nella sua interezza, i romani invece li sento un po' più silenziosi. Pronti a dare giudizi e alle volte felici di ingaggiare in una "conversazione," ma sempre un po' scettici. Ovviamente ci sono le eccezioni, e 06blog.it spicca per varietà e qualità di contenuti, di livello e prontezza d'informazione.

Grazie per i complimenti, che fanno sempre piacere, ma ti assicuro che i movimento dei blogger a Roma, non è sterile, anzi... E questa rubrica prova a raccontarlo mensilmente. Certo ci manca quel respiro internazionale che manca un po' all'Italia intera, ma il futuro dovrebbe darci una mano, anzi oggi basta un dito...

Hai ragione, ci sono alcuni indirizzi romani in rete che tutti i giorni mi ispirano sia in cucina che a riflettere, posts che puntualmente mi insegnano qualcosa, facendo scaturire conversazioni (alle volte imprecazioni) e spesso tanta fame. Sono una fedelissima di Magnaroma, Puntarellarossa, Tavole Romane, e poi le notizie di Gustoblog e Scatti di Gusto. Cerco di accettare il cambiamento urbanistico della città attraverso le foto d'epoca di Roma Sparita. Poi ogni tanto faccio un salto su Pigneto.it, così giusto per sognare di vivere là...

Ad ogni modo, davvero ritieni che a Roma si mangi bene? Pensa che noi rileviamo spesso il contrario.


Sì, penso che a Roma si possa mangiare bene, e anche con una discreta scelta. Nella moltitudine di pessimi pasti confezionati su misura al turista di passaggio, coi menù in 7 lingue e il cameriere fuori che cerca di trascinarti dentro la sua metratura di Piazza Navona, esistono altrettante ottime certezze.

Si pensi alla formula vino e cucina, che ancora resiste nei quartieri centrali, si pensi alle osterie improvvisate come il Pastificio a Via della Croce, dove per €4 ti è garantito un abbondante piatto di pasta, più acqua e vino della casa, quanto ne vuoi. Si pensi alle enoteche, alle latterie, alle friggitorie, ai forni! La periferia di Roma inoltre è quella a vantare il maggior numero e varietà di ottimi ristoranti, pizzerie, gelaterie, etnici, trattorie, e altre realtà di quartiere. Centocelle, Pigneto, Mandrione, Appio...

Sei quindi positiva su questo orizzonte, ma cosa dici della politica e dell'amministrazione romana in generale?

Politica e amministrazione romana... E quale? Risulta non pervenuta. Non sembra esserci riscontro di un'esistente amministrazione romana. Ci sono stati interventi adeguati da parte della giunta Alemanno per quanto riguarda il verde pubblico, la mobilità, l'urbanistica, le infrastrutture, decoro cittadino? Tre anni di totale assenza di programmi, progetti di crescita e immaginazione.

Siamo quasi ai saluti, non prima di averti chiesto quali siano stati i post o le realizzazioni che ricordi con maggior soddisfazione, quelli che ti hanno creato più problemi e quali i tuoi progetti più recenti


I post che mi hanno creato più problemi con i miei lettori anglosassoni sono stati quelli che trattavano tentacoli. Il polipo non gode di grande popolarità oltreoceano! Anche il vitello non scherza, vedessi i commenti (e le mie repliche) alla ricetta di nonna per il vitello tonnato!

Scherzi a parte, alcune affermazioni che esulano dalla cucina, o che illustrano esperienze personali hanno fatto discutere. In certi casi alcune mie considerazioni hanno scosso l'immagine rosea e anni cinquanta che gli stranieri vogliono avere dell'Italia; come per esempio quando esorto a non leggere solo "Under the Tuscan Sun" e "Il Codice Da Vinci," ma anche affrontare le verità di "Gomorra" e Pasolini, per dire.

Un resoconto scritto durante le riprese del film di Spike Lee, per esempio, dove raccontavo l'esperienza vissuta a Sant'Anna di Stazzema, ha sconvolto quelli che non sapevano certi orrori storici del nostro passato. Una lettore ha mi ha perfino scritto un'email, confessando di non essere certo, ma sospettoso che il padre all'epoca arruolato nelle SS di stanza in Toscana proprio in quegli anni, avesse forse partecipato al massacro.

Le storie che mi piace raccontare, hanno il cibo al centro, ma la ricetta è un bonus. Come per esempio nel post Wedding Crashers, dove racconto come ho ottenuto la ricetta per la Pappa al Pomodoro, dopo essermi imbucata al matrimonio sbagliato; oppure il ricordo di una pesca miracolosa a bordo di un gozzo nel golfo di Salerno. Poi ci sono le mie ossessioni della cucina regionale legata al territorio, e quindi una dichiarazione d'amore alla Sicilia con la Pasta alla Norma, oppure la mia passione per la Puglia, in "Tremors, terracotta, taralli..."

Al momento, oltre a contribuire a diverse webzine, scrivo articoli per Spotted by Locals, un’operazione che nasce nei Paesi Bassi, e che ora copre 33 paesi europei. Io sono stata chiamata sul team di Roma. Gli articoli sono scritti in inglese, e per lo più cercano di svelare i posti più nascosti e nuovi di ogni città, segnalati da noi locals con un taglio semi-giornalistico ma del tutto personale. Un modo originale di invogliare la gente a viaggiare, anche con la fantasia. C'è anche il modo di scaricare l'App.

Un'altro lavoro che seguo da qualche tempo è il marketing e comunicazione per una giovane start-up Cibando, un ambizioso progetto di comunicazione enogastronomica che, oltre ad essere un applicativo gratuito per iPhone e iPad di ricerca ristoranti sul territorio Italiano, crea contenuti personalizzati per i ristoratori. Alla fine vedi, il sogno di bambina si sta avverando.

Siamo davvero felici di questa bella chiacchierata. Continueremo a seguirci, reciprocamente. Buon lavoro allora. Grazie ancora Eleonora.

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