In questo momento a piazza SS. Apostoli c’è una manifestazione (tanto per cambiare!) per una volta molto composta e ma non silenziosa. Magari non c’era bisogno di svuotare l’intera piazza ed era sano evitare i tamburi, durerà tutto il giorno, poveri noi. Comunque sono le associazioni dei sordi che scendono per strada contro la “allarmante situazione” che si sta verificando nella XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, presso la quale è in discussione un disegno di legge per il riconoscimento ufficiale della lingua dei segni italiana (Ddl n. 4207, ‘Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana’).
L’ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (ENS) teme le dichiarazioni di alcuni parlamentari dalle quali emerge con chiarezza il tentativo di mettere il disegno di legge su un binario morto. E aggiunge, leggiamo da disablog:
“La lingua dei segni italiana va invece riconosciuta subito perché è una lingua a tutti gli effetti che utilizza il canale visivo – gestuale e presenta tutte le caratteristiche morfologiche, sintattiche, grammaticali di una lingua storico-naturale; è riconosciuta a livello scientifico da ricercatori, linguisti, medici ed altri studiosi; permette di garantire il godimento di diritti, pari opportunità, dignità e rispetto delle persone sorde che la usano, in quanto cittadini italiani; ogni cittadino ha diritto e libera scelta di poter usufruire o meno di tale lingua per comunicare: il Ddl non implica l’imposizione dell’uso della Lingua dei Segni Italiana ma che ogni cittadino che ne faccia richiesta, sia libero di utilizzarla”.
Insegnata nell’Ateneo veneziano dal 1999, la LIS ha suscitato un grande interesse anche tra gli studenti, diventando in pochi anni la terza lingua più studiata all’interno del corso di laurea in Lingue e Scienze del Linguaggio.
Negli ultimi anni, inoltre, alle lingue dei segni si sono interessati molti studiosi, essenzialmente di stampo generativo chomskiano. La filosofia del linguaggio è sicuramente una delle colonne portanti della Filosofia contemporanea.
Fulu
25 mag 2011 - 19:14 - #1Io invece ho trovato il concerto fatto con gli djembe dei musicisti sordi molto bello! ;)
rondoner
26 mag 2011 - 01:58 - #2…Fulu, perché non dovevi lavorare lì accanto.. :)
Ghino di Tacco
16 giu 2011 - 22:35 - #3Le domande che i Delegati al Congresso ENS del 17-19 giugno 2011 dovrebbero porre a Ida Collu
1. Quanti soldi ha guadagnato in 16 anni di presidenza ENS?
2. Quanto guadagna all’anno?
3. Come giustifica i soldi guadagnati all’ENS in confronto ai pressoché nulli risultati concreti ottenuti a favore dei sordi in 16 anni di presidenza ENS?
4. Dove abita a Roma? In affitto? Chi paga?
5. E’ vero che ha a disposizione un autista fisso, dipendente della sede centrale ENS?
6. Per i suoi spostamenti istituzionali quali autovetture utilizza e di chi sono?
7. I suoi viaggi aerei per Verona (residenza) e Sardegna (paese natale), andata e ritorno, chi li paga?
8. Come mai in 16 anni di presidenza non è riuscita a far redigere un progetto di legge per garantire il servizio di interpretariato gratuito ai sordi, che venisse condiviso da tutte le associazioni dei sordi e delle famiglie, anziché provocare divisioni come è successo?
9. Come mai non ha organizzato manifestazioni per il diritto al lavoro, analogamente a quanto fatto invece per la LIS?
10. Come mai l’indennità di comunicazione è meno di un terzo di quanto prendono i ciechi e la metà di quanto prendono gli invalidi civili?
11. Lo sa che il Codice Etico ENS, approvato nel 2010, e lo stesso Statuto vietano ai dirigenti ENS di ricoprire incarichi politici?
12. E’ consapevole che il suo doppio ruolo, di presidente ENS e di segretario de La Discussione, ha compromesso l’iter legislativo del progetto di legge sulla LIS?
13. Conosce i trascorsi e i problemi giudiziari di Catone, presidente de La Discussione?
14. Non ritiene che l’accostamento di una istituzione gloriosa come l’ENS al movimento La Discussione stia arrecando danno all’ENS e alla memoria dei suoi protagonisti storici, Antonio Magarotto, Vittorio Ieralla, Cesare Magarotto?
15. Come mai la Sua presidenza si è distinta per l’alto tasso di litigiosità con le altre associazioni di sordi (FIADDA) e con profonde spaccature tra i sordi, con la nascita di altre associazioni e federazioni (FNS)?
16. Non ritiene, invece, che si debba cercare l’unione di tutti i sordi, il loro minimo comune denominatore?
17. Come mai prima che Lei divenisse presidente ENS, i sordi usavano il LMG e non la LIS?
18. Quanto la Sua scelta pro-LIS è stata influenzata dal CNR di Virginia Volterra, da Simonetta Maragna dell’Istituto di Via Nomentana, da Elena Radusky del Mason Perkins Deafness Fund, dalle associazioni degli interpreti?
19. Come fa Lei ad accusare i presidenti regionali di farsi manovrare dagli udenti, quando la quasi totalità dei dipendenti ENS sono udenti e i principali collaboratori di cui Lei si serve – Serio, Avogadri, Zuccalà – sono udenti?
20. E’ vero che i dipendenti ENS della sede centrale sono sempre rimasti al di sotto del numero 15 per non applicare le tutele dello Statuto dei Lavoratori?
21. E’ vero che i tesserati ENS sono calati vertiginosamente, di anno in anno, da quando Lei è presidente ENS, ovvero dal 1995?
22. E’ vero che il patrimonio immobiliare ENS si è costantemente impoverito nei Suoi 16 anni di presidenza ENS?
23. Come giustifica il fatto che per essere tesserati ENS occorre pagare 100 euro?
24. E’ vero che Lei si candidò alle elezioni politiche nel 1994 con risultati fallimentari e, conseguentemente, l’anno successivo decise di candidarsi alla guida dell’ENS?
25. Riconosce che il bilancio – morale, politico, patrimoniale e finanziario – dei suoi 16 anni di presidenza ENS non può che definirsi semplicemente fallimentare?
26. Non crede che, dopo 16 anni di presidenza infruttuosa, per Lei sia giunto il momento di farsi dignitosamente da parte e lasciare che siano altri, nuove forze fresche, nuove energie, nuove menti a guidare i destini e le lotte dei sordi italiani?
27. Non crede che i Delegati al Congresso abbiano l’opportunità irripetibile che il 2011 possa passare alla Storia anche come l’anno della svolta dell’ENS, l’anno del cambio di gestione all’ENS con l’elezione di un nuovo presidente, che apra nuove prospettive alle legittime aspettative dei sordi italiani, rimaste fin qui represse e deluse a partire dal 1995?