Pasolini Roma: un legame indissolubile aspettando la mostra

Roma ricorda Pier Paolo Pasolini e il legame indissolubile con la poetica della città, aspettando la mostra itinerante che arriva in primavera al Palazzo delle Esposizioni della capitale.

Dall'arrivo a Roma con sua madre, il 28 gennaio 1950, sospeso dall'insegnamento, espulso dal Partito comunista italiano e «povero come un gatto del Colosseo», Pier Paolo Pasolini non ha mai più lasciato la città, eternamente pervasa dalla sua prosa vitale e ribelle, dalla poetica appassionata, e le esistenze che divorano i margini della periferia di Accattone, e del cuore di Mamma Roma.

La Roma di Cristo al Mandrione, dell’Arco di Travertino, Tor fiscale, Tuscolano, Appio, Porta furba … con la musica di Piccioni, i testi di Pasolini e la voce di Grazia De Marchi, già interpretata dalla romana Gabriella Ferri.

Il luogo fisico e spirituale, per amare ed odiare, insegnare nelle borgate e osservare la società, vivere pulsioni irrequiete e lacerazioni profonde, trasformato nel tour ideale per un progetto errante e innovativo sulla complessa e controversa figura di Pasolini.

«Pasolini Roma» porta in mostra due anime distinte e indissolubili, come quel cordone ombelicale mai reciso tra sacro e profano, dalla rappresentazione sacra e rituale del calcio, a quella profana e corrotta della televisione.

ITALY-CINEMA-PASOLINI

Quel legame indissolubile tra la città, l'uomo, l'intellettuale e l'interprete del XX secolo, già passato per il Centre de Cultura Contemporània di Barcellona e La Cinémathèque Française di Parigi.

Pasolini Roma

Il permanente campo di studio, di riflessione e di azione di Pier Paolo Pasolini, che aspetta la mostra e la primavera al Palazzo delle esposizioni di Roma (dal 15 aprile al 20 luglio 2014), prima di far rotta per l'autunno berlinese del Martin Gropius Bau (dall'11 settembre 2014), passando dalle spiagge della capitale a quelle d'Italia parlando con gli italiani di sessualità, amore e buon costume, attraverso il microcosmo dei Comizi d'amore

La stessa intuizione pasoliniana ripresa per indagare il senso del vivere nelle Periferie Corsare, di Primavalle, Monte Mario, Quartaccio, Torresina, Palmarola, Ottavia e Selva Candida, nel cortometraggio di Niccolò Carosi, come gli Scritti corsari di Pasolini, in libreria subito dopo la sua morte, sono di stimolo al Premio Periferie Corsare, curato dall’associazione culturale giovanile H501, che da oggi stimolerà i cittadini a raccontarsi, e a parlare della loro periferia attraverso parole, scritti e immagini.

Oggi, che Pierpaolo Pasolini avrebbe compiuto 92 anni, ma la fine (non) è nota neanche al cinema, aspettando la rassegna di film e contributi in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, che promette di riportare sul grande schermo la sua filmografia, da Accattone a Salò o le centoventi giornate di Sodoma, passando per l'anteprima Nazionale dell'inedito Pasolini, la verità nascosta di Federico Bruno (2013, 132') e quella struggente e intensa poesia su Roma ricordata da Pasolini un delitto italiano di Marco Tullio Giordana.

«per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla...» Pier Paolo Pasolini
Periferie Corsare

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