
Trapelano le prime indiscrezioni sul presepe e l’albero di Natale che presto saranno svelati, come ogni anno, in piazza San Pietro e che sempre attirano la curiosità dei turisti, ma anche l’affetto dei romani.
Sarà un presepe all’insegna della tradizione, quello di quest’anno, scoperto in piazza San Pietro al tramonto di sabato 24 dicembre, vigilia di Natale. La scena ospiterà la ricostruzione di un tempio e di alcune abitazioni dell’epoca di Gesù, con richiami agli episodi dell’incontro tra Maria ed Elisabetta, all’annunciazione dell’arcangelo Gabriele e alla presentazione di Gesù Bambino al tempio, così come sono narrate nei Vangeli.
La rappresentazione è arricchita anche dalle pregevoli statue artistiche realizzate nel 1842 da San Vincenzo Pallotti per il presepio della Basilica di Sant’Andrea della Valle. Per quanto riguarda l’albero di Natale, infine, è stato donato dall’Ucraina e verrà acceso per la prima volta alle 16.30 di venerdì 16 dicembre.
Foto | Flickr
Nonostante abbia le pompe di benzina più desiderate dai romani (e non solo), lo Stato Città del Vaticano è da un po’ di tempo ecomoralizzatore incallito.
Oltre agli impianti fotovoltaici all’avanguardia e agli investimenti per grandi centrali solari, il Papa-green ha preteso la papamobile elettrica e spesso si dichiara preoccupato per i cambiamenti climatici del pianeta.
Non è quindi sorprendente notare le smart elettriche della gendarmeria all’interno del piccolo stato. Quelle tanto apprezzate e richieste qualche tempo fa (anche Alemanno dovrebbe averla), ma che in città si vedono davvero raramente.
Più che la morale ecologica, qualcuno nutre il sospetto che al Vaticano interessino i profitti della politica verde, ma non sarebbe certo un peccato. Anzi, la dimostrazione calvinista della religione razionale, e più panteisticamente (per non dire paganamente) la restituzione di Divina Provvidenza al ruolo della Natura…
Insomma dobbiamo ammetterlo. Abbiamo rovistato in ogni devo la capitale per stabilire la gelateria più buona, il pistacchio migliore, i gusti più innovativi. Le ultime arrivate e le vecchie glorie.
Ma tutte le volte, a tutti gli orari, di giorno e di notte, sia festivo sia feriale, che si passa per Piazza Risorgimento direzione Mura Vaticane (viale dei Bastioni di Michelangelo), non si può evitare di notare la folla che si attufa proprio lì. Nella piccola gelateria Old Bridge.
La posizione sarà fortunata per il grande afflusso di turisti, ok, ma non avrebbe una pagina fan su FB con più di mille iscritti, se il suo gelato fosse non dico mediocre, ma medio. O sì? Ci sono anche frullati e crepes. A me non fa impazzire ma alzi il mouse chi non la conosce e non ci è mai capitato. Forza.

Se questa macelleria-ristorante, luogo originale e atipico anche per la cosmopolita e scafatissima (almeno quando si tratta di magnà) Roma, potesse parlare, certamente parlerebbe la lingua di De Andrè, come si capisce già dal nome, che in dialetto genovese significa semplicemente ‘Il macellaio’. Attenti, però, a pronunciarlo nella maniera corretta: la x, infatti, si legge come fosse una j un po’ più strascicata.
Ecco svelata, dunque, la vera vocazione di questo localino ricavato nelle cantine di un bel palazzo di Borgo Vittorio, che si presenta al pubblico con un ambiente rustico, simile alle tripperie genovesi (ma la trippa non è nel menu) e che del capoluogo ligure ha reminiscenze nelle proposte di antipasti e primi, oltre che nella lingua in cui è scritto il menu alla carta.
Spendiamo due parole su questo menu: più che uno strumento di consultazione per la scelta del pasto, è una vera e propria lettura (anche illustrata) molto interessante per capire meglio la filosofia del locale e cosa si sta per mettere sotto i denti così da non incorrere in eventuali sgradite sorprese: per questo è tradotto anche in inglese (siamo pur sempre a due passi da San Pietro) e corredato da simpatiche immagini come quella che spiega il giusto grado di cottura della carne.
Non erano per Carnevale. No. I fuochi artificiali che in serata hanno illuminato il buio cielo da neve sopra San Pietro hanno invece celebrato la chiusura della Giornata mondiale del malato indetta dal Vaticano e promossa dall’Unitalsi.
In una piazza affollata di pellegrini c’è stata la benedizione da parte del Papa delle reliquie di Santa Bernadette Soubirous di Lourdes. I resti della Santa sono stati portati in processione lungo via della Conciliazione fino al sagrato della basilica vaticana. Tanti i fedeli e i volontari che hanno salutato con fazzoletti bianchi l’affacciarsi del Pontefice.
Molti anche i malati in carrozzina e le crocerossine, tutti insieme con in mano le tradizionali candele accese, per pregare e partecipare alla celebrazione mariana. Presente in piazza anche il sindaco, Gianni Alemanno, che ha dichiarato come ”le reliquie di Santa Bernadette siano un messaggio di vicinanza e solidarietà verso chi soffre e nello stesso tempo di attenzione alla Fede e a tutto quello che può in qualche modo aiutare lo spirito umano. La solidarietà non è mai un fatto puramente materiale ma un fatto spirituale”.
Fuochi artificiali su San Pietro per la Giornata mondiale del malato



Prosegue la nostra analisi sul mercato immobiliare romano. Dopo il bollettino di Idealista.it, ed avendo ascoltato i vostri commenti poco convinti, questa volta proponiamo l’indagine sull’andamento del settore di Roma nel 2009 con focus sul nuovo indice dei prezzi di REplat.
I dati sono evidentemente diversi, soprattutto nella variazione prezzi, termometro e bussola del mercato del mattone. Il sospirato calo generale non si è ancora del tutto verificato. Soprattutto nelle zone centrali e con gli immobili di pregio, dove i prezzi tengono per i bilocali e trilocali, che rappresentano oltre il 70% del mercato. La risposta alla crisi di molti investitori, infatti, è stata quella di riallocare nel mattone quanto salvato in borsa.
L’indice dei prezzi, introdotto dal il Centro Studi di REplat è il risultato della variazione percentuale della media dei prezzi degli immobili divisi per tipologia in una data zona cittadina. Una visione basata sugli indici percentuali della domanda, dell’offerta e del prezzo e sulla rilevazione del prezzo più probabile. I prezzi migliori si dovrebbero poter trovare a San Giovanni-Roma Est (bilo da €190.180) e a Monteverde–Aurelio (trilo da €301.855).
Continua a leggere: Case a Roma: Il calo degli immobili è solo relativo
Inauguriamo il nuovo anno con una nuova rubrica culinaria. Certo, come prima dritta su un bel posticino (ar dente, appunto) forse dovevamo scegliere una cucina più nostrana… Ma considerando il clima, e la passione di tanti romani per questa cucina così rara da trovare nella capitale, siamo sicuri di cominciare bene.
La Cantina Tirolese infatti, in via dei Vitelleschi, è un vero angolo d’Austria a Roma, da 40 anni. Forse è persino l’unico, perché le altre sono quasi solo birrerie (e fra queste, della più famosa, quella viennese di via della Croce, è rimasta solo l’insegna). Come entrate vi sentite proiettati nel nord, in un rifugio di montagna. L’ambiente, l’arredamento, il servizio, la musica! Qualcuno potrebbe trovarlo anche kitsch, ma fa parte dell’offerta. Che ha costi contenuti.
E per gli appassionati è davvero Natale: Affettati misti di salumi austriaci, tirolesi o di pesce affumicato, petto d’oca, zuppe di funghi alla bavarese, di gulash, di cipolle, di orzo con carré affumicato, knoedel allo speck in brodo di carne, i famosi canederli, e gli gnocchetti agli spinaci con Bergader o gratinati con emmenthal.

Terzo appuntamento per questa nuova rubrica. Che sia un week-end, un viaggio di lavoro o una visita veloce a parenti e amici, a volte abbiamo poco tempo per goderci ciò che una città come Roma ci offre. Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Scorriamo i giornali e non riusciamo a decidere.
Vogliamo darvi dei suggerimenti. Una specie di agenda delle cose da vedere (e da evitare): una lista dei posti imperdibili. Cosa fare a Roma in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
‘Stavolta tentiamo l’impossibile. Quattro ore per visitare Roma ovviamente non saranno mai sufficienti. Eppure potreste avere poco tempo, dopo un appuntamento, prima di salire di nuovo su aereo, treno o ripartire in automobile. Proviamo a vedere cosa potete fare. In quattro ore. Prendete nota: pronti? Via.
Continua a leggere: Capitale Espresso. Cosa fare a Roma in 4 ore.
Queste foto sono state appena scattate. Si tratta dell’incendio al parco del Pineto. Speriamo non ci siano gravi conseguenze. Certo all’orizzonte, proprio dietro il Cupolone, lo scenario fa impressione…
Gli alieni sbarcano a Roma? Ieri ho notato lungo il consueto tragitto questo piccolo, piccolissimo dettaglio, invisibile agli occhi della folla che stava pazientemente in fila lì sotto per entrare ai Musei Vaticani. Si tratta di un mosaico, un mostriciattolo di pixel come quelli del vecchio e classico videogioco Space Invaders.
Fa forse parte della famosa invasione aliena dello street artista Invader, che dal 1998 ha conquistato le città di tutto il mondo? Apparsi per la prima volta a Parigi infatti, gli alieni-mosaici di Invader sono diventati meta di itinerari turistici alternativi, grazie a una mappa sempre aggiornata sul suo sito, e oggetto di culto, come dimostra questa galleria su Flickr e le numerose mostre a lui dedicate in tutto il mondo.
E qui però nasce un giallo: perché, mentre esistono prove documentate di apparizioni aliene a New York, Londra, Manchester, Ginevra, Tokyo, Praga, Melbourne, Vienna, Bilbao, Bangkok, Ljubljana, Barcellona, Amsterdam, Katmandu, Perth, Mombasa e addirittura sulla famosissima scritta Hollywood che campeggia sopra Los Angeles, dell’incursione romana non c’è traccia in rete.