
Se mai ci fosse la reincarnazione, spero proprio di non rinascere in Italia, e soprattutto a Roma. Così finalmente potrei tornarci da turista. Vederela con occhi diversi. E capire le versioni straniere di chi fa le guide per i visitatori forestieri.
Nasce così una nuova rubrica per i nostri lettori ma anche per quelli nuovi che cercano informazioni autentiche per scegliere dal grande ventaglio delle guide e dai diari di viaggio più in voga.
Prendiamo questo post apparso di recente su Fathom, un sito per viaggiatori fatto piuttosto bene (anche se un filino generalista), che prova a sbrigare la pratica “primo viaggio in Italia”, una cosetta da niente, chiedere direttamente a Goethe.
Continua a leggere: Viaggiando fra i viaggi a Roma: Fathom, "wrong" way to go.
Valanga di home page internazionali di informazione dedicate a Roma e all’atto di vandalismo effettuato contro la Fontana del Moro in piazza Navona e la Fontana di Trevi. Il povero mascherone scolpito da Giacomo della Porta e ormai con le orecchie mozzate è finito in prima pagina in tutto il mondo.
Il Telegraph, sottolinea come l’immenso patrimonio artistico italiano renda difficile “combattere il vandalismo” pur con l’installazione di telecamere e la maggiore presenza di poliziotti.
La New Zealand Herald ricorda come si tratti di uno dei monumenti più amati dai turisti che visitano la Capitale. Faccione di pietra in evidenza sul sito della Bbc, che specifica al pari degli altri come comunque si tratti di una copia (l’originale è in “villa Borghese” – scritta così testualmente, senza acca!).
Il New York Times segnala l’atteggiamento inflessibile assunto dal sindaco Alemanno riguardo la punizione. Per Le Figaro non si tratta di una novità, se comunque ogni anno i monumenti di Roma subiscono purtroppo atti di vandalismo.
El Mundo riporta la convinzione che si tratti di un “attentato” alla cultura italiana.
Sta avendo eco sui giornali stranieri una “scoperta” in teoria molto interessante sull’origine di una delle opere d’arte più misteriose del patrimonio artistico mondiale: la Gioconda di Leonardo da Vinci.
Secondo l’autore Scott Lund, le cui dichiarazioni sono riportate su numerose testate (e autore del libro Mona Lisa Code), Leonardo Da Vinci avrebbe infatti dedicato l’opera a Giano, uno degli dei di riferimento dell’antica Roma.
“Considerando il suo significato associato, anagrammando “SOL ANIMA,” l’espressione (Mona Lisa) può essere fedelmente interpretata come “l’anima di Giano.” – scrive Lund - Romolo, il leggendario fondatore di Roma, ebbe fama di essere il primo a coltivare il culto di Giano e, successivamente, Giano fu considerato fra i primi in importanza, rispetto agli altri dèi per i Romani non è mai iniziato alcun lavoro senza che venisse invocato il suo nome”.
Continua a leggere: Roma vista dai giornali stranieri. La Gioconda fu dipinta a Roma?
In questi giorni in cui tutti parlano del fatto che Google Earth ha aggiunto altre spettacolari ricostruzioni in 3D di Roma, c’è anche chi, come l’Examiner, riporta un video vengono evidenziate decine di anomalie, di cui è chiaramente difficile stabilire la causa.
Fra le ipotesi più dietrologiche, che sia possibile scoprire una sorta di una oscura composizione simbolica, dietro l’evidenziazione di alcuni edifici. Poi c’è lo strano effetto ottico dei rami degli alberi che sembrano allungarsi nel vuoto.
Infine, alcune “ombre” che in teoria non dovrebbero essere lì, più ampie del normale rispetto alla vegetazione a cui in teoria appartengono. “No, non c’è nessun Ufo o grigio alieno in Vaticano (o almeno nessuno di cui siamo a conoscenza) – scrive l’articolista – ma molti aspetti bizzarri che necessitano di una visione più da vicino”.
Il gioco allora, continua, è quello di trovare anche più anomalie di quelle segnalate dall’autore del video.
E’ stato lanciato già in questi giorni da alcuni organi di stampa il primo tour di Roma visitata in chiave “leonardesca”, e che nella sua prima edizione partirà dal 7 all’11 novembre 2011. Si tratta di una chiave sicuramente – oltre che inedita – curiosa per visitare la città, esplorata attraverso i luoghi e le opere del genio fiorentino.
Sì perchè, e questo sarà utile anche a chi ama fare il turista a casa propria, non tutti sanno che la Capitale ha ospitato Leonardo da Vinci, e custodisce alcune sue opere artistiche, spesso trascurate nei consueti tour turistici.
Ad esempio, soggiornando nel palazzo dell’attuale Museo Etrusco, presso il Palazzo Belvedere, Leonardo ideò alcuni dei suoi congegni ottici e meccanici, mentre all’ospedale di santo Spirito in Sassia proseguì i suoi studi in anatomia.
La nightlife lungo il Tevere piace ai commentatori del New York Times, che dedicano una bella foto di copertina al brillio di luci e alla folla di stand posizionati quest’anno lungo il Tevere da una delle manifestazioni - la più “grande”, spiega l’articolista - di questa Estate Romana, Lungo il Tevere.
Per la gioia di chi Roma la sogna solo da lontano, viene esaltata una manifestazione in cui “cultura e intrattenimento convergono, mettendo in scena sia tradizioni storiche che aspetti moderni della città”, il che, continua, attira ogni giorno 15mila visitatori. Un vero e proprio “struscio capitolino”, insomma, che rivela di noi stessi più di quanto ci accorgiamo?
Fatto sta che in effetti, come nota l’articolista, si ha la possibilità di ammirare, solo stando a naso in su, alcuni dei più bei paesaggi della Capitale, unendo al piacere di un tour urbanistico quello di una serata di shopping e enogastronomia. “I viaggiatori possono farsi strada dalla riva sud dell’Isola Tiberina - spiega - dove le antiche rovine della pietra più antica di Roma servono da sfondo ai bar contemporanei e alla vita notturna non stop”.
E allora, fermiamoci a guardare anche noi “la pietra più antica di Roma”, fra un mojito e un panino alla porchetta. Non c’è strategia migliore per godersi l’estate a Roma che fare i turisti a casa propria, si sa.
Attraversare via Margutta con Marius Vareid nelle orecchie, passando per via dei Coronari accompagnata da Bloodlands di Pittsburgh Track authority. Sono solo due dei suggerimenti dati dal dj Claudio Coccoluto sul Guardian per vivere gli angoli più belli della città con la “colonna sonora” giusta.
In effetti, ci avete mai pensato? Quale potrebbe essere lo stile musicale più adatto per descrivere la meraviglia che si prova ai piedi della scalinata del Campidoglio, o la vastità della veduta sulla terrazza Caffarelli?
L’eleganza discreta di via Giulia va assaporata, ad esempio, al mattino presto, scrive Coccoluto, con una traccia firmata Herva nelle orecchie. In via dei Coronari è possibile comprendere invece, scrive il dj, come la città in certe zone sia una “metropoli” nel senso di un “villaggio” moderno.
Iron Curtis accompagna idealmente il passaggio su via Appia Antica, mentre i Clover sono l’ideale per una fuga dal lusso di via Veneto mirando dritti al verde di Villa Borghese. Oppure perdetevi nelle vie intorno santa Maria in Trastevere con Bottin, Francisco & Rodion. Per avere la classifica completa, andate qui.
Ecco, nel titolo, come il Telegraph incorona la Capitale d’Italia, prima nella lista delle 50 più grandi mete culturali del mondo nei Cultural Award internazionali assegnati dalla testata inglese insieme a un noto tour operator.
“Dalle rovine della sua antica gloria al mandato di San Pietro; dal Rinascimento e il Barocco al tempio di arte contemporanea di Zaha Hadid”, Roma è piena di monumenti, chiese e palazzo che “sono assorbiti nella sua vita di tutti i giorni con nonchalance”. Il concetto è il punto di forza che, lo abbiamo visto, citano spesso gli osservatori stranieri: inglobare l’antico nel moderno, avere continuamente sotto gli occhi le proprie radici.
“Sembra quasi ingiusto che una sola città debba ospitare il Vaticano, i Fori Imperali, villa Borghese, via Appia…- ha dichiarato il presidente della giuria del Telegraph Anthony Horowitz. “E’ impossibile passeggiare a Roma senza rimanere stupiti di fronte a qualcosa di straordinario. Qualunque sia la vostra definizione di cultura, di sicuro la troverete qui”.
Un solo dubbio rimane sull’aggettivo “spensierata”, ovvero quell’atteggiamento un po’ lassista e rilassato che sembriamo avere noi romani nella vita, e nei confronti di quello che non va. Io la chiamerei, piuttosto, menefreghismo. O meglio colpevole rassegnazione.
L’articolista del mensile americano The National Interest mostra un’opinione che a migliaia di turisti che visitano il Colosseo rimarrà nella testa a lungo, una volta tornati a casa: che spettacolo mozzafiato il profilo del Colosseo. E che delusione, una volta che se ne esce fuori.
Il motivo è presto detto: innanzitutto il fatto che (per ora almeno, prima del previsto restauro) dentro sia difficile immaginare il clima che dovevano vivere gli spettatori dei “violenti spettacoli di uomini e bestie che combattono” nella stessa arena.
Il risultato? Che si abbia l’impressione che il Colosseo non sia più che una “rovina” poco attraente e suggestiva. Per ora, almeno, prima del previsto restauro che promette “meraviglie” e che ha avuto eco in tutto il mondo.
Continua a leggere: Roma vista dai giornali stranieri. Che delusione (per ora) il Colosseo
Roma è una città non proprio economica, per i turisti che vengono a visitarla, fra costo di alberghi, taxi, biglietti per il museo. E per “ammortizzare” i costi di un viaggio in aereo che spesso è intercontinentale, Italylogue consiglia di godersi la città nelle sue bellezze gratuite.
Tante sono le attrazione per il cui l’ingresso non si richiede nessuna spesa, ed è bello (anche per un romano) rendersi conto di quanto abbia da offrire quotidianamente la propria città senza chiederci una lira in cambio.
In lista ci sono grandi classici come la Bocca della verità, ma anche una passeggiata a Villa Borghese, sul Gianicolo o sull’Appia. Senza prezzo anche un giro al mercatino di Campo de’ Fiori (tranne quello che si sceglie di comprare ovvio).
Continua a leggere: Roma vista dai giornali stranieri. Le più belle attrazioni gratuite