
La pizza e la birra artigianale di Bir&Fud a Trastevere. Il pesce sui tavoli alla buona di Fish Market a Pietralata. I piatti fusion e l’atmosfera glamour del Dulcamara a Ponte Milvio. I primi e gli antipasti siciliani, tra l’altro antimafia, dell’Antica Focacceria di San Francesco in pieno centro. La cucina vegetariana migliore di Roma a pochi metri da piazza del Popolo de Il Margutta vegetariano. E poi la conferma della fantasia di Primo al Pigneto e della solidità di Mezzo a villa Ada.
A distanza di qualche anno dai primi post di 06blog sui nostri ristoranti favoriti eccomi costretto ad aggiornare la mia personale classifica, anche perché molti delle trattorie e dei ristoranti segnalati in precedenza hanno chiuso mentre altri hanno spostato la loro sede e quindi, per me, sono difficilmente raggiungibili… Sempre in attesa di sapere cosa ne pensate e delle vostre segnalazioni, soprattutto dei ristoranti di Roma sud.
La lista dei miei ristoranti preferiti è quella che avete letto nelle prime righe di questo post. Ai ristoranti segnalati, però, vorrei anche aggiungerne qualcun’altro: il messicano “Bistrot By Linda” dalle parti di piazza Bologna, la pizzeria “La Limonaia“, dove si mangia all’interno di un casale medievale nel perimetro di villa Torlonia, il bistrot “Tiepolo” al Flaminio e l’indiano “Maharajah” a Monti. Infine il giapponese-thailandese-vietnamita “Miyabi” in Prati, dove vi giuro ho mangiato un sushi completamente diverso da quello che si trova in altri ristoranti, preparato direttamente dalla super chef asiatica Anna Chiang, e l’irraggiungibile “Dino e Tony“, sempre in Prati, per chi ama la cucina romana di qualità e le portate abbondanti.
Foto: Flickr
A Palermo è un locale culto, non solo perché si mangia da Dio, ma anche perché è stato uno dei primi, e fino a qualche anno fa uno dei pochi, a ribellarsi al pizzo e, dopo una serie di attentati, a dichiararsi fieramente “Pizzo Free”. Parliamo dell’Antica Focacceria San Francesco che in questi gionri, dopo i corner nelle librerie Feltrinelli, in un centro commerciale ed all’aeroporto di Fiumicino, ha finalmente aperto il suo primo ristorante a Roma.
Siamo molto felici di fare questa segnalazione. Va premiata, infatti, la voglia di ribellarsi al cancro della Mafia. Ed è giusto gratificare chi ci fa conoscere i sapori culinari di una terra splendida, la Sicilia, troppe volte offesa da questi animali e da antichi pregiudizi. All’Antica Focacceria San Francesco, poi, si mangia proprio bene: dalle panelle o gli arancini come sfizi, alla pasta con le sarde, quella alla norma o quella al pesto trapanese. Passando per il Taboulet o per uno dei mitici secondi piatti come il carpaccio di spada o i gamberoni di Mazara. Infine, per dessert, i veri cannoli siciliani o la cassata.
L’Antica Focacceria San Francesco di Roma si trova in piazza della Torretta, a due pasi da via del Corso e da piazza San Lorenzo in Lucina. Qui altre info, questa la loro pagina Facebook. Qui per chi vuole saperne di più sul loro impegno sociale ed antimafia.

La stagione già fresca ma ancora bellissima è un invito, ogni weekend, al pranzo fuori: una pratica che ha veri e propri cultori, ma che tra gli altri comuni mortali non è poi così diffusa. E invece non c’è niente di meglio che una bella domenica in campagna a passeggiare e gustare un pasto genuino per ricaricare le pile ed essere, così, pronti ad affrontare una nuova settimana.
Un’ottima alternativa è l’agriturismo La Cerra, che si trova sulla strada fra Tivoli e San Gregorio da Sassola, a una mezz’oretta da Roma (A24 permettendo) dove vi troverete catapultati in una vera e propria fattoria. Trattasi, non so se si possa definire in questo modo, di un agriturismo ‘diffuso’ con le sale separate ospitate in rustici chalet di montagna che conferiscono al panorama quel certo no so che di accoglienza da baita alpina.
Il posto è grande e particolarmente adatto a chi ha bambini che potranno incantarsi a vedere i cavalli che trottano al maneggio, imparare qualcosa visitando la fattoria di didattica, divertirsi come pazzi sui giochi a loro riservati e intenerirsi a inseguire asinelli e pavoni impossibili da acchiappare.
Continua a leggere: (Dintorni di) Roma arDente: La Cerra a Tivoli

Il cous cous vegetariano. Oppure gli spaghetti di soia artigianali, l’insalata di farro o le verdure cotte sul wok. Ma anche i panini fai da te con ingredienti rigorosamente a km zero e i tanti tipi di frullati o centrifughe antiossidanti come Island Heaven (pera, kiwi, lime, ananas) o Orange Power (arancia, carota, limone). Il tutto rigorosamente biologico!
Parliamo di un nuovo locale recentemente scoperto e recensito da 06blog, ovvero di QueenEnergy, un ottimo Quick Service Restaurant in zona Barberini, o in altre parole, un mini ristorante-bar biologico, senza servizio, dove poter mangiare o portar via i cibi in take away in pochi minuti.
QueenEnergy si trova in via di San Basilio, 66, a pochi metri dalla fermata metro Barberini. Al suo interno potrete trovare un piccolo ma accogliente salottino con divani e tavoli, un bancone con sgabelli per chi ha fretta ed un impianto Hi-Fi e wireless per collegarsi ad internet sorseggiando una centrifuga. Ottime le crostate ed i biscotti, ma anche il Tuna Sunrise (insalata di riso integrale, tonno, fagioli bianchi, sedano, erbe miste di stagione) ed i già citati frullati: il mio preferito è lo Sweet Dreams (melone, ananas, succo di uva). QueenEnergy è un posto ideale per un pranzo veloce o per una pausa energizzante nel pomeriggio, dopo la palestra, e per l’aperitivo. Ultima curiosità: il locale, lo si potrebbe capire dal nome, è stato aperto dall’attore Danny Queen, figlio dell’Anthony hollywodiano.

Quali sono i migliori ristoranti etnici di Roma? Qualche anno fa ve lo abbiamo chiesto con un sondaggio. Oggi invece vi proponiamo la nostra lista, un piccolo vademecum di ristoranti con le nostre recensioni per chi una sera vuole cambiare sapore a tavola ed ha bisogno di qualche consiglio su internet prima di uscire di casa. E’ bello vivere in una grande metropoli dove si possono assaggiare i sapori delle cucine di tutto il mondo! Buon appetito a tutti!
Ristoranti indiani
Maharajah - Via dei Serpenti 124 (Monti)
Guru - via Cimarra 4 (Monti)
Mother India - via dei Serpenti 148 (Monti)
Sitar - via Cavour 256 (Monti)
Indian Fast food - via Mamiani (Esquilino)
Himalaya’s kashmirvia Principe Amedeo 325 (Esquilino)
Ristoranti giapponesi - Sushi bar
Zen - via degli Scipioni 243 (Prati)
Taki - via Marianna Dionigi 58 (Prati)
Hasekura - via dei Serpenti 27 (Monti)
Hamasei - via delle Mercede 35 (Centro)
Sushiko - via degli Irpini 8 (Zona università - San Lorenzo)
Ristoranti cinesi
Hang zhou - via Principe Eugenio 82 (Esquilino)
Ruyi - via Valadier 14 (Prati)
Ristoranti Thai
Thai inn - via Federico Ozanam 92 (Monteverde)
Ristoranti messicani
Bistrot by Linda - via Eleonora d’Arborea 15 (piazza Bologna)
Charreada Cafè y Grill - Piazza dei Quiriti 4 (Prati)
Ristoranti brasiliani
Berimbau - via Palermo 6 (Monti)
Ristoranti africani-etiopi
Asmara - via Cernaia 36 (Porta Pia)
Sahara - viale Ippocrate 43 (Zona Università - piazza Bologna)
Ristoranti marocchini
Riad Nour - Via Giuseppe Gioacchino Belli 140 (Prati)
Risotranti Kosher-Ebraici-Mediorientali
Ba’Ghetto - via Livorno 10 (piazza Bologna) ma anche in via del Portico D’Ottavia 57 (Centro)
Ristoranti greci
Taverna Greca - Via augusto dulceri 99 (Pigneto)
Kalapa - via Ascoli Piceno 17 (Pigneto)
Foto: Flickr

Ci sono quartieri, e parlo per lo più di quelli residenziali anche se appena fuori dal centro storico, in cui esercizi come ristoranti, pizzerie e bar, a meno che non abbiano quel quid in più, sono soggetti a un rapido turn over: fallimenti e cambi di gestione sono all’ordine del giorno e per locali grandi, d’altronde, a meno che non vi metta le grinfie sopra l’ennesima catena di supermarket, la destinazione è quasi obbligata.
È così, in una delle tante epoche di mutamenti, che è arrivato a Monteverde Le Civette, ristorante che considera l’ora del pasto quasi con sacralità, curandolo fin nei minimi dettagli, e al quale facciamo i piú sinceri auguri di longevità.
L’ambiente è di grandezza media, molto chiaro ma personalizzato con accessori e tovagliame dalle sfumature calde e arredi in legno stile arte povera. Ci siamo andati a pranzo, che per un ristorante che punta tutto sulla genuinità delle proprie proposte, è forse la prova piú difficile da superare.

L’abbiamo più volte celebrato anche noi e non potevamo fare altrimenti: Frontoni, a Trastevere, è un’istituzione. Uno dei luoghi dove la sosta è d’obbligo. Bar, forno, tavola calda: chi non ha mai mangiato le sue pizze farcite non sa cosa si è perso. Parliamo al passato perché la triste notizia per i buongustai (diciamolo senza troppi giri di parole: per tutti quelli che amano questa città) è che lo storico forno aperto dal 1921 chiuderà i battenti a gennaio 2011.
Proprio così: con l’arrivo dell’anno nuovo, niente più “Frontoni…dal 1921“. Motivo? Il più banale. L’azienda è da sempre a conduzione familiare e gli eredi “non ci hanno seguiti, ne abbiamo otto tra i 30 e i 40 anni, tra me i miei due fratelli e mio cugino, che lavora con noi e che per noi è come un altro fratello. Ma hanno fatto un’altra strada e hanno fatto bene.” dice Giuseppe Frontoni, uno degli attuali gestori.
In quel “…e hanno fatto bene” si legge un po’ di amarezza. Confermata da un’altra frase: “per raggiunti limiti d’età, dopo 45 anni di lavoro e non avendo più stimoli a dover continuare la cosa finisce qui”. Colpa - secondo i proprietari - anche di una scarsa attenzione da parte delle istituzioni che li obbligano spesso a fronteggiare da soli ambulanti, mendicanti e ogni sorta di difficoltà derivata dal caos antistante il negozio.
Lo abbiamo definito per primi il miglior ristorante cinese di Roma. E da anni è l’unico punto di riferimento in città per chi voglia provare gli autentici sapori della cucina della Repubblica popolare. Da poco tempo, però, ha cambiato indirizzo. Parliamo di Hang Zhou, primo ristorante cinese ad entrare nella guida del Gambero Rosso.
La nuova sede di Hang Zhou si trova in via Principe Eugenio 82, sempre all’Esquilino ma in una posizione più comoda. Il ristorante si trova a due passi dalla gelateria Fassi ed il nuovo locale è molto più ampio del precedente con più posti a sedere ed alcune salette private. I sapori? Naturalmente sempre gli stessi! Orario: 12-15 ; 19-24
Il miglior ristorante di roma non è più “La Pergola” dell’Hilton dello chef Heinz Beck ma “Il Pagliaccio” di Anthony Genovese di via dei Banchi Vecchi 129a. Almeno secondo l’ultima edizione della contestata ma pur sempre ottima guida del Gambero Rosso.
Al Gambero Rosso parlano di rivoluzione al vertice per quanto riguarda Roma e provincia. In effetti la Pergola è stata affiancata sia da Il Pagliaccio ma anche da “le Colline Ciociare” di Salvatore Tassa, nel comune di Acuto. “Il trio che guida il meglio della ristorazione romana è una vera e propria rivoluzione - hannospiegato i curatori della Guida - Una prova tangibile della grande vivacità in un momento non certo facile. Ma non basta. La Roma offerta dalla Guida è una città dinamica, aperta al nuovo, in grado di rompere gli schemi e di offrire alternative di ristorazione per tutti”.
Personalmente non ho mai mangiato da “Il Pagliaccio” anche se ogni volta che psso davanti alle sue vetrine e leggo il menù esposto provo l’istinto di gettarmi all’interno per assaggiare tutto (ma poi freno visti i prezzi). Prima o poi lo proverò e lo recensirò per 06blog. Visti i costi, però, al momento è più facile un salto nei ristoranti segnalati da Il Gambero Rosso con le “due forchette”, (il secondo voto più alto dopo le ambite “tre forchette”), categoria dove sono quattro i nuovi locali segnalati a Roma: L’Antica Pesa, l’Acquolina, Settembrini, San Lorenzo e Terrazza dell’Eden. Tra i Wine Bar svetta Casa Bleve a Roma che affianca Del Gatto e Roscioli.

Continuiamo il nostro tour appetitoso dei luoghi più economici e sfiziosi della capitale dove mangiare un boccone, spostandoci nella metropoli multiculturale di tavole calde, fast food e rosticcerie etniche che con meno di 15 euro ti riempiono lo stomaco di cibo e i sensi di odori, colori e sapori intriganti. (quando va bene).
Inizio il viaggio dall’India-town di Piazza Vittorio che ospita l’Indian-Kabir fast food di via Mamiani 11 (tel. 06 4460792) e i suoi piccanti manicaretti a base di pollo, montone, riso basmati, chapati (una sorta di piadina senza lievito), legumi e verdure davvero niente male, da gustare nell’atmosfera un tantino surreale del cinema Bollywood che fa da sottofondo.
Ovviamente seguendo il filone dell’atmosfera da hollywood indiana al profumo speziato torno a consigliare l’economico e stuzzicante Tiger Tandoori di via del Pigneto 193. Il nostro Rondone si è lanciato in avanscoperta del wine-bar-wok-sushi, Mongolia Barbecue di Via Regina Margherita 19/21, sviscerandone pregi e difetti, ma direi che il menù fisso a 14 euro e 50 cent per un pranzo in quantità illimitata o quasi si può provare almeno una volta.
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