L’evoluzione umana e il cosiddetto progresso, che sappiamo essere anche tenacemente involutivo, hanno l’inevitabile tendenza a lasciarsi dietro le macerie di un passato dismesso e abbandonato, insieme a lacerazioni profonde che le trasformazioni urbanistiche e architettoniche sembrano incapaci di assorbire del tutto, pur celandole allo sguardo assuefatto dell’’uomo della folla’.
Sguardi e percezioni per i quali Fabiano Parisi ha scovato e fotografato gli spazi e le architetture de “Il mondo che non vedo”, le fabbriche dismesse come gli uomini che le abitavano, ma anche i luoghi di ritrovo sociale e aggregazione collettiva abbandonati insieme a tante consuetudini.
Luoghi erosi e frantumati, solitari e malinconici, come le atmosfere della raccolta di poesie di Fernando Pessoa alle quali si ispira il titolo della mostra, ospitata al Museo di Roma in Trastevere dal 9 al 26 Settembre.
A Ferragosto chiusi per ferie? Naaaa… Perché se è vero che la città si libera di tanti bacarozzi che bruciano al sole su qualche autostrada, restano le foto che ci avete inviato a luglio, e qualcuna arriva anche adesso. Intanto ringraziamo anche i colleghi di Autoblog, che ci hanno messo nella loro lussuosa vetrina.
La vittoria del mese scorso è stata un plebiscito. Quella Jaguar in mezzo all’incrocio, inviata da Annabella ormai è un cult. Senza rivali.
Anche stavolta abbiamo un favorito. Un altro bacarozzo-isola, questa volta pure sulle zebre: Una nera smart immortalata da Stefano “Jimmy3dita” Pepe, tra via Mantova e via Nizza. Direi che è in pole-position. Abbiamo un poi una bella serie che ci manda Clemente dal quartiere Flaminio, dove i suv si fanno il nido sui marciapiedi..
Ma anche il Range Rover in via Ripetta (da Marcos) e il solito furgone (Lucia) hanno ottime speranze di vittoria. Ora tocca a voi. E per le prossime candidature la mail di 06 è a vostra disposizione. Come il foglio da tergicristallo. Buon Ferragosto a tutti!

Tra paparazzi che esagerano, cinema sul Tevere, atmosfere vintage, vacanze in vespa e fontane scenografiche, l’estate romana prosegue a pieno ritmo, insieme ai festeggiamenti per i primi cinquanta anni de La Dolce Vita di Fellini, scelta come suggestione e filo conduttore della manifestazione capitolina.
Conclusa la rassegna “Il cinema italiano al tempo della Dolce Vita” al Museo di Roma Intrastevere, saranno i Mercati di Traiano ad ospitare le immagini, i divi, e le atmosfere delle 100 foto selezionate dagli archivi Luce, e dei 100 rotocalchi degli anni Cinquanta in mostra con La Dolce Vita. 1950 - 1960. Stars and celebrities in the Italian Fifties, da oggi al 14 Novembre 2010.
Un viaggio nostalgico nella Roma di Fellini che ha per set l’intera città, tra divi e divine assediate dai fotografi e scandali da rotocalco, tra Claudia Cardinale abbronzata dopo le riprese del Gattopardo, che chiacchiera allegra con Burt Lancaster e Alain Delon, e Vittorio Gassman che nel 1954 divorzia dalla seconda moglie Shelley Winters ed inizia una fotografatissima storia con Anna Maria Ferrero ..
La Dolce Vita. 1950 - 1960. Stars and celebrities in the Italian fifties ai Mercati di Traiano


Labirinti di cemento e palazzoni fatiscenti, giocattoli sgarrupati e pistole vere, un ‘paese della meraviglie’ per bambini ‘soldato’ che guardano il mondo con gli occhi dei criminali che gli rubano l’infanzia insieme al futuro, bambini che abbracciano speranza e disperazione tenendo in mano la morte, ma puntano lo sguardo oltre gli squallidi orizzonti.
Dopo le parole di Saviano e il film di Garrone, l’esercito della criminalità organizzata di Scampia torna protagonista delle fotografie di Davide Cerullo, ex bambino soldato della Camorra, redento da fede e speranza.
Immagini dal sapore neorealista, animate da una profonda denuncia del degrado, perfettamente in sintonia con la posa riflessiva del giovane fotografo non professionista, ed il contenuto di speranza del libro Ali bruciate. I bambini di Scampia scritto a quattro mani da Davide Cerullo e il sacerdote e scrittore Alessandro Pronzato per le edizioni Paoline.
Edizione speciale di 06 zoom, il teleobiettivo del blog, per documentare un tardo pomeriggio con gli occhi rivolti al cielo di questo sadico Luglio. Perché ci avevano promesso se non la pioggia, almeno un po’ di copertura dal sole, e soprattutto un po’ di calo della calura.
Macché, l’unico spettacolo sono state appunto le nuvole. Sempre più bizzarre, quasi impressionanti. Poco comuni per il cielo romano, sebbene negli ultimi anni stiamo imparando a frequentarle, senza cadere più nell’illusione chimica. Quello che più colpisce è notare come la cupola schermante della cappa d’afa metropolitana, le disciolga spietata.
Continua a leggere: 06 zoom - Nuvole atomiche e meduse di vapore nel cielo di Roma
Luglio col male che ti voglio. Nemmeno il caldo ci esenta dall’insopportabile spettacolo del bacarozzo de fero che infesta le nostre strade. Allora via alle nuove candidature. A Giugno vince facile la Volvo Corpo Diplomatico (ribattezzato Cretino Demente dalla fotografa).
Di Volvo in Volvo (a fine anno faremo anche un bilancio sulle marche), stavolta mettiamo fra i favoriti questa in via Gregorio VII (segnalata da Tetzu) che fa parte della categoria “genio geometrico”. Cioè quelli che lasciano la macchina praticamente in mezzo alla strada, e se ne vanno. Guardate il furgoncino a via di villa Patrizi. Non è fermo al semaforo, no, è proprio parcheggiato!
Ma imbattibile è la Jaguar a Corso Trieste, ce la manda Annabella. La macchina è nell’epicentro dell’incrocio. Vuota. In esposizione. Operazione di marketing? Del resto, in fatto di dimensioni, i bacarozzari fanno sempre i modesti. Mercedes (Dataria, segnalata da Gabro), BMW (Angelo Brunetti, segnalata da Bruno), e Alfa (Sallustiana, segnalata da Riccardo) ne sono un tipico esempio. Secondo loro dove passano gli altri?
Infine ottime probabilità di vittoria le hanno i soliti della “fantasia al parcheggio”, come quello tra via Casilina e via Gallarate che ci manda Samuel (come sarà uscito? Dagli sportelli posteriori?). O la Micra (foto di Teresa) sul Lungotevere, che crede di essere una Smart (che nemmeno ci stava!). Via al netvoto. Per il mese prossimo, se non partite, mandate a suggerimenti@06blog.it. Ecco il foglio di candidatura.

Prima ancora delle sperimentazioni di materia e memoria che ne arricchiranno stile e patrimonio iconografico, tra 1950 e il 1959 il fotografo emiliano Nino Migliori ha rivolto lo sguardo attento del documentarista e l’obiettivo sugli italiani degli anni ’50, e sui volti in bianco e nero dell’Italia neo-realista, libera dal ventennio fascista e divisa tra gli orrori del passato e le promesse del futuro, tra la campagna e la fabbrica.
Questo incontro con le ”genti” del sud, del nord, dell’Emilia e del Delta, e la messa in scena dei prodromi sociali e culturali degli anni sessanta, si può contemplare a Roma con “Nino Migliori. Il passato è un mosaico da incontrare. Ritorno agli anni Cinquanta”, e il centinaio di fotografie ospitate nel Salone Centrale del Complesso del Vittoriano, visitabili fino al 5 settembre ad ingresso gratuito.
Oltre duecento immagini, molte della quali inedite, e testi critici di Roberto Maggiori e Marisa Vescovo, accompagnano invece il catalogo edito da QUINLAN per un viaggio nelle storia e le storie di quell’Italia perduta, ma ben impressa nella memoria e nell’immaginario degli italiani, ancora più interessante da compiere in un periodo di crisi con un gran bisogno di cambiamenti.
Nino Nino Migliori. Il passato è un mosaico da incontrare. Ritorno agli anni Cinquanta
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E’ sicuramente uno degli acronimi che più incontriamo su questo blog. Un super tag. Non potevamo non dedicare una puntata di 06 zoom all’Atac, ma soprattutto ai suoi, nostri autobus metropolitani (faremo poi una puntata anche sui tram, è chiaro).
A Roma i mezzi, sono soprattutto loro. Li sentiamo sbuffare all’alba e capiamo che la giornata sta cominciando. Li aspettiamo, li perdiamo, ci litighiamo. Eppure alla fine hanno qualcosa di familiare. Sono parenti stretti, che ci siamo abituati a frequentare, anche come pachidermici rivali nel traffico. Sono diventati più aggressivi, quasi pericolosi, come tutti, ma quando li vediamo incastrati, per colpa di qualche idiota, ci fanno sempre tenerezza.
06 zoom è la rubrica fotografica di 06 blog, curata da Emiliano Pretto e Marco Fiocchi, il RondoneR. Qui potete sfogliare le diverse gallerie di immagini fin’ora pubblicate. Buona visione.
Foto RondoneR
Continua a leggere: 06 zoom - Padre Atac, dacci oggi il nostro autobus quotidiano

Il nome di questa nuova rassegna di musica jazz arriva da un punto della via Sacra, all’altezza di Rocca di Papa, in cui si riescono a vedere sia il lago di Nemi che quello di Castel Gandolfo. E’ proprio sulle sponde di quest’ultimo che si svolgerà dal 16 al 25 luglio la manifestazione dedicata al jazz italiano, con un progetto che coinvolgerà anche altre località dei Castelli romani.
L’inizio per il “Festival dei due laghi” è in grande stile, con i nomi di Danilo Rea, Paolo Damiani (loro è anche la consulenza e la supervisione musicale), Rita Marcotulli, Javier Girotto, Roberto Gatto e Ettore Fioravanti. Tutti a promuovere le performance dei musicisti più giovani: ad aprire la rassegna infatti, la big band del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, diretta dal maestro Stefano Pagni e un’altra band di allievi, la “Marching band”.
Tanto jazz anche nei tre concorsi dedicati agli artisti emergenti. Uno dedicato ai giovani solisti sul palco con una jam session durante la finale del 18 luglio. Gli altri due vedono in gara giovani fotografi e giovani scrittori. E ancora: pittori che daranno vita ad una action painting, caffè letterari con presentazione di libri e dibattiti sulla musica, mostre e spettacoli di due gruppi di allievi dell’Accademia Nazionale di danza di Roma che si esibiranno in improvvisazioni con i jazzisti. Maggiori informazioni sul sito del festival.
Dopo l’installazione di grattacieli della periferia romana ‘assaggiata’ allo Smart Urban Stage, l’estate romana aperta ai diversi linguaggi artistici continua ad offrire sguardi e punta di vista sul paesaggio romano con la mostra fotografica ospitata nel padiglione 9° del MACRO in occasione della Festa dell’Architettura.
Due pareti contrapposte dell’ex mattatoio di Testaccio, dagli acquedotti e le strade consolari dall’Agro Romano, alla ferrovia sopraelevata High Line a nord-est di New York, due sguardi acuti del fotografo americano Joel Sternfeld, sui quali riflettere fino al 22 Agosto con Past Forward Toward Future.
La mostra a cura di 3/3, attraversa quella campagna romana che custodisce le tracce extra-urbane del passato insieme all’avanzata di quelle moderne, e il paesaggio abbandonato della ferrovia americana, trasformato in parco pubblico anche grazie alle fotografie di Sternfeld riunite nel libro Walking the High Line, invitando a riflettere sulle suggestioni del passato e le ispirazioni per il futuro del tessuto urbano della capitale, che l’espansione periferica sta notevolmente cambiando, e da anni si interroga sulla riconversione della sopraelevata.