Andiamo con ordine, perché qui si può scatenare l’inferno. Hanno chiuso Giorgione. No, non è il pittore, ma lo zozzone più famoso di Roma. “Il migliore”. Di per sè non è una gran notizia, dovrebbe essere un cosa normale. Abusivo, sporco, pericoloso. Il chiosco di panini su Corso Francia non sarebbe mai dovuto nascere.
Tuttavia la vicenda fa scoppiare il solito caos. Intanto non si capisce perché per 15 anni (con qualche pausa) invece abbia resistito, con polizia e carabinieri che si fermavano a mangiare come tutti. Con le debite proporzioni, ricorda un po’ il caso Dartagnanne.
Soprattutto viene spontaneo chiedersi perché Giorgione sia giustamente sotto sequestro ma non lo siano i mille e più ambulanti che occupano Roma in zone ben più importanti ed esteticamente valide di questa.

Si è parlato molto, in questi giorni, degli Stati Generali della città, fortemente voluti dal sindaco Alemanno. Poco, però, si è detto sui progetti che sono stati presentati. Uno, secondo noi, merita attenzione: quello della riqualificazione di via Guido Reni e di tutto l’asse Ponte della Musica-MAXXI-Auditorium.
Il progetto di una risistemazione di tutta l’area è di vecchia memoria e se ne parla dai tempi di Rutelli e Veltroni. L’amministrazione Alemanno sembra aver raccolto il testimone e sulla trasformazione di via Guido Reni si gioca una carta importante. In pratica il grande viale che dal lungotevere porta davanti al MAXXI ed all’Auditorium, oggi soffocato da auto in sosta perfino in mezzo alla carreggiata, diventerà un boulevard pieno di alberi, senza sosta e con una nuova linea tram che dai Parioli porterà i passeggeri all’Auditorium, sul ponte della Musica, in Prati, lungo viale Angelico, e poi di nuovo dall’altra parte del fiume.
Il masterplan dell’intervento di riqualificazione è firmato da Renzo Piano. Ma non è tutto: si pensa, infatti, di utilizzare una delle caserme abbandonate, l’ex Stabilimento Militare Materiali Elettrici di Precisione, per realizzare la nuova sede del teatro dell’Opera, con un’operazione simile a quella dell’MAXXI, a firma quindi di un grande architetto. Tutta l’area diventerà poi un grande bosco urbano. Ed infine si pensa alla realizzazione della continuità pedonale da Villa Glori all’Auditorium con la costruzione di un ponte pedonale alle pendici della stessa Villa Glori. Qui altre info.

Per chi ama il vino profondamente, ma anche solo per chi è curioso e vuole muovere un primo passo in questo mondo affascinante e tutto da scoprire, torna Vino’forum, la più grande manifestazione sul tema che da sette anni a questa parte si svolge a Roma.
L’appuntamento per visitare questo immenso spazio del gusto, un villaggio di circa 10mila metri quadrati, è dal 28 maggio al 12 giugno nei giardini tra il lungotevere Maresciallo Diaz e il ministero degli Esteri. In calendario molti eventi, degustazioni di 2500 etichette, minicorsi, ma anche un festival del jazz e, soprattutto, l’incontro diretto tra produttore e consumatore e l’occasione per fare shopping di qualità.
Nella filosofia della manifestazione, non solo il concept che il vino è il primo prodotto del made in Italy esportato, peraltro in tutto il mondo, ma l’accoglienza che determina l’interazione tra le varie filiere produttive e il valore della cooperazione tra pubblico e privato che ha fatto grande il settore.
Foto | Vino’forum.it

Il triste, tristissimo caso di Vanessa Russo conosce oggi un ulteriore epilogo toponomastico, dopo quello giudiziario.
Il piccolo parco di via Bellagio, al Labaro, è stato intitolato proprio alla ragazza morta uccisa in metropolitana, per via di un’ombrellata sul volto. Stamattina alle 10 era presente anche il sindaco Gianni Alemanno, a una cerimonia molto sentita nel quartiere dove era cresciuta e viveva Vanessa Russo.
Sono passati ormai tre anni dalla morte della ragazza (che di anni ne aveva 23, alla morte) ma ancora una volta, come in occasione della pronuncia della sentenza (16 anni) contro Doina Matei, la donna romena che colpì la Russo, la famiglia della vittima è stata presente nella commozione e nel ricordo della figlia:
“Non poteva essere scelto un luogo migliore per intitolare qualcosa a mia figlia. Vanessa è infatti un nome di farfalla come le tante che volano in questa area verde”.

A volte, come in questo caso, la saggezza popolare dei modi di dire e di espressioni come la smorfia napoletana, è più che mai azzeccata: “è accaduto un 48” significa che c’è un caos (sì, ok, i riferimenti storici li conosciamo) e se giocate al lotto saprete che il 48 sta a significare “morto che parla” perché viene subito dopo il 47 che è semplicemente “il morto”.
L’Agenzia di mobilità del Campidoglio ha comunicato che sulle strade di Roma l’autobus numero 48 è quello più in ritardo di tutti: negli ultimi mesi, infatti, le corse arrivate in ritardo ammontano al 51%, poco più della metà.
La linea unisce Pieve di Cadore con piazza Mancini attraverso Colli della Farnesina, la Camilluccia e lo stadio Olimpico con 106 corse ogni giorno feriale andata e ritorno, partenze dai capolinea ogni 25 minuti. E nel percorso (ma non solo) risiedono le ragioni dei ritardi: infrastrutture stradali, traffico nella connessione col sottopasso Giovanni XXIII, incidenti, lavori di manutenzione, manifestazioni, soprattutto serali, allo stadio.
Continua a leggere: Bus in ritardo a Roma: il peggiore è il 48

Lo avevamo già intuito e di conseguenza segnalato. Il primo apparente calo di fine anno, era già molto relativo ed incompleto. Ora ecco le nuove conferme dagli ultimi dati del mercato immobiliare.
Ancora una volta prendiamo in esame l’indagine dall’ufficio studi di Idealista.it, che analizza il primo trimestre dell’evoluzione dei prezzi delle case di seconda mano a Milano, Torino e, appunto, nella capitale.
Ebbene, mentre nei capoluoghi del nord la situazione è più bloccata, a Roma il 2010 inizia con un incremento dello 0,8% che fissa il valore del metro quadro a 4.568 euro. Con un salto super dei Parioli (+9%; 6.489 euro/m2), del Centro (+5,1%) e della periferia est (+6,1%).
Il campione di 2.111 abitazioni dice anche di più: Nei 13 dei 19 quartieri monitorati sono stati registrati prezzi in progresso tra Gennaio e Marzo. Proprio il contrario di quanto era stato rilevato tre mesi fa.

Buone notizie per il cantiere del ponte della Musica: entro i primi mesi successivi all’estate l’avvenieristica struttura che scavalca il Tevere tra il quartiere Flaminio ed il Foro Italico sarà pronto.
La notizia è arrivata dall’assessore all’Urbanistica, Marco Corsini, durante i lavori della prima giornata del workshop internazionale “Nuovi Modelli di trasformazione urbana” in corso fino a questa sera all’Auditorium. Il cantiere, rimasto fermo per molto tempo a causa del maltempo, è ripartito di slancio in questri giorni. “Dopo l’estate il ponte sarà ultimato” ha garantito Corsini senza, però, svelare il mistero sul suo utilizzo: sarà pedonale o anche automobilistico?

Due ore di concerto gratuito (fino ad esaurimento posti) è offerto dalle amministrazioni locali alla cittadinanza venerdì 9 aprile al Gran Teatro a Tor di Quinto. L’iniziativa è lodevole: il JoyMusicLive, infatti, servirà a raccogliere fondi per la popolazione di Haiti colpita dal terremoto.
Con la direzione artistica del maestro Peppe Vessicchio (tra gli ideatori dell’iniziativa) si alterneranno sul palcoscenico band che suonano dal pop al reggae, dal rock alla classica con un occhio al sociale, per promuovere la musica e i nuovi orizzonti espressi dalla rete. Grande attesa per la performance di Elio e le storie tese, reduci dal grande successo in Auditorium a Roma.
L’evento, promosso da JoyMusicLive, il social network nato da soli quattro mesi e interamente dedicato alla musica che vanta già migliaia di iscritti e oltre 3 milioni e mezzo di pagine visitate, sarà presentato ufficialmente il 7 aprile e si concluderà con l’esecuzione di ‘Nessun dorma’, aria dalla Turandot, del tenore Giuseppe Sabbatini. Ce n’è davvero per tutti i gusti.
Foto | Flickr

Arrivano i primi resoconti delle grandi manovre di sequestro di beni mobili e immobili appartenuti ai membri del maxi sistema di riciclaggio che ruotava intorno a Gennaro Mokbel. I Ros, manco a dirlo, hanno scoperto un vero e proprio tesoretto.
Come dicevamo, non soltanto immobili di prestigio. A Roma, nel quartiere Fleming, è stato ritrovato un vero e proprio piccolo museo di arte contemporanea, stipato in un magazzino, perfettamente anonimizzato nella zona residenziale.
C’è davvero di tutto lì dentro. Da dipinti di De Chirico a serigrafie di Schifano, passando anche per autori meno noti al grandissimo pubblico, ma accuratamente selezionati per gli investimenti del “gruppo”: Capogrossi, Tamburri, Borghese. Chi più ne ha, più ne metta.

Trascorrere una serata all’Ortica non è proprio come andare al ristorante, è più… come cenare a casa, con la compagnia partecipe e chiacchierona di Vittorio, il proprietario del locale, farmacista mancato (per nostra fortuna) con velleità letterarie. Sì, perché come potrete facilmente scoprire nel sito del ristorante, che si autodefinisce un ‘bistrot napolitaine’, l’esperienza dei cibo passa attraverso i cinque sensi e soddisfa tutti i piaceri, anche quello intellettuale.
Mentre vi perdete tra le pagine intessute di ricette e segreti della tradizione gastronomica partenopea ma non solo, io vi racconto la mia conoscenza con L’Ortica in una sera di festeggiamenti. Il posto non è facilissimo da trovare, soprattutto per chi non conosce la zona: al di là di corso Francia, dall’altra parte rispetto a Ponte Milvio, occhio al numero civico. Troverete un’insegna non troppo visibile, salite le scale alla vostra sinistra, passate letteralmente in mezzo a un vivaio e in fondo si apre questo locale che d’estate deve essere uno splendido terrazzo fiorito.
D’inverno, comunque, la situazione è piacevole: pareti bianche e sedie di vimini chiaro, ho avuto la netta sensazione di trovarmi in uno di quei localini di Capri, come se fuori, anziché la strada e il traffico di Roma, mi aspettasse il verde che si tuffa a picco nel mare, magari con lo sfondo dei faraglioni.