Ecco una calzante inchiesta da inizio anno. Per cominciare bene la giornata in questo primo, pesante mese del 2012, a chi vi affidate per la colazione? Il primo pasto della giornata? Rispetto ai milanesi(ed in genere ai nordisti) noi romani amiamo colazioni piccole e veloci, le peggiori insomma. Che non rispettano le teorie alimentari del breakfast o della nordica früstuck.
Caffé e cornetto. Ecco di norma i nostri dioscuri del mattino. Qualcuno cede alla tentazione del cappuccino, ma già il succo di frutto è considerato esotico. Ciò significa che la maggior parte dei cittadini romani sceglie il bar e la ressa in piedi per la prima colazione. Ma forse i prezzi dei banconi stanno cambiando certe tradizioni.
Ovviamente siamo rimasti generalisti. Di proposito, perché vogliamo sentire la vostra opinione in merito. Quali sono le vostre abitudini? Vi rivedete nel ritratto sopra esposto? Fate tutto in casa? Non fate nulla e aspettate la macchinetta sul lavoro? Caffé nero, macchiato o cappuccino? Tè, spremute o yogurt? Preferite ricche tavole imbandite con marmellate e biscotti, uova e pancetta? Frittelle? Salmone? Da Tiffany?

Da instancabile camminatrice dei sentieri del gusto ed esploratrice delle seduzioni del palato, torno a condividere le mie piccole scoperte dedicate al Sapore di Roma & Itinerari per Buongustai, nella speranza di arricchire anche il vostro fine settimana con qualcosa di sfizioso da assaggiare e degustare.
Sfizioso e da assaggiare come i prodotti enogastronomici e artigianali di Artigianato Roma – Idea Regalo 2010. Assaggia il Lazio, dal nome e gli ingredienti inequivocabili, che sabato 27 e domenica 28 dalle 11 alle 21, porterà all’Auditorium Parco della Musica una grande mostra mercato ad “ingresso libero”, di prodotti ottenuti dall’abilità di artisti, maestri artigiani e produttori della regione laziale.
In attesa della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro, sabato 27 novembre, e poi di nuovo il 4 e il 18 dicembre, torna anche l’appuntamento con il “Panettone Day” organizzato dalla Bar - Pasticceria NY Bar, per assaggiare il meglio di queste specialità natalizie artigianali, dal panettone classico a quello alla Birra Artigianale, dissetandosi con Moscato d’Asti dell’azienda Degiorgis, in attesa delle “Bollicine d’Autore” del 18 dicembre con il Prosecco di Valdobbiadene dell’azienda agricola Bisol Desiderio & Figli.

E’ stata inaugurata nel quartiere di Galata ad Istanbul, la città turca scelta come “Capitale europea della Cultura” per il 2010. La prima delle botteghe storiche tutelate dal Campidoglio ad approdare fuori dai confini sarà la ‘nostra’ gelateria Giolitti. L’idea è di portare all’estero il marchio dei negozi storici d’eccellenza della Città di Roma, far conoscere il nostro artigianato e il meglio dei sapori capitolini.
Uno scambio nato nell’ambito della collaborazione avviata tra Roma Capitale e Istanbul, che porterà il gelato romano in pieno centro storico e che non può non sollevare qualche polemica. E’ proprio “Giolitti” la scelta ideale per “tutelare l’identità del gelato italiano ed esportare la tradizione romana nel mondo”?
Certo è che l’azienda ha una tradizione forte (la sede di via degli Uffici del Vicario esiste dal 1900) e da molti gli eredi sono considerati tra i migliori produttori di gelato di Roma. Voi cosa ne pensate? E’ stata la scelta giusta? L’idea di esportare il meglio della Capitale in questo modo vi convince? Ditecelo nei commenti.

Quanto pagate per una tazzina di caffè al bar? L’espresso è spesso sinonimo di una sosta veloce, magari in cassa non facciamo neanche troppo caso al prezzo. Eppure un rincaro c’è stato. Su un bene che, oltre tutto, è anche in ribasso (le quotazione del caffè arabica sono scese pesantemente in questi giorni).
Per contro, nell’ultimo anno si è registrato un rincaro del 13%, ricavato da uno studio del Centro per i diritti del cittadino. Il CODICI ha monitorato il costo del caffè in circa 90 esercizi commerciali. E in 70 su 90, nel corso dell’ultimo anno, è stato rilevato un aumento di circa 0,10 centesimi a tazzina.
Non è poco, ovviamente, considerando anche che, secondo un calcolo approssimativo fatto sempre dal Centro per i diritti del cittadino, una singola tazzina può arrivare a costare all’esercente circa 0.30 centesimi di euro. C’è un guadagno di più del 100%, se il caffè viene fatto pagare - come ormai spesso accade - 0.85 centesimi.
Molto più che un caffé: un’icona per romani e turisti (che se lo trovano riportato su qualunque guida), eredità di un tempo in cui ancora l’arte, la politica e la letteratura si ‘facevano’ al bar (non come oggi che quando si chiacchiera, i temi sono calcio e donne per lui, shopping per lei), ultimo baluardo della Roma sparita è l’Antico Caffé Greco, che a giorni, dopo 4 mesi di lavori di ristrutturazione, riaprirà i battenti. Si comincia con il bar, poi il resto.
Prima di questa chiusura era stato aperto pressoché ininterrottamente per 250 anni; gli attuali gestori sono l’ingegner Carlo Pellegrini e la moglie (le mura appartengono all’ospedale israelitico) che assicurano di non aver stravolto assolutamente il locale, come temono le varie associazioni di abitanti del centro storico e di via Condotti.
Gli ambienti, in effetti, hanno il vincolo della Sovrintendenza, ma intanto si è potuta riaprire la porta su via delle Carrozze, esistente dal 1920, che pare verrà usata solo per i fornitori. Per coprirla ne è stata ordinata una uguale a quelle dell’800, tutta in legno e senza saldature elettriche.
Continua a leggere: Centro storico: riapre l’Antico Caffé Greco in via dei Condotti

Come tutti i salentini di origine (come me) in ascolto sanno, nonché tutti i turisti che si sentano più o meno a casa dalle mie parti, il caffè in ghiaccio è una delle maggiori gioie organolettiche, quando cominciano i caldi. Anche a colazione, se ben corroborata da una controparte in cibo.
Assurdo ma vero, il “caffè in ghiaccio” (che è un vero e proprio uovo di Colombo: un’idea semplicissima, ma solo una volta che viene in mente a un altro) è quasi impossibile da trovare a Roma. O, almeno, è quasi impossibile trovarlo buono. Eppure è una ricetta talmente semplice che, forse, proprio la sua banalità sembra allontanare i tanti baristi capitolini dalla strada per la verità.
Ne provano di tutti i colori, comprese infinite varianti del caffè freddo e delle mousse di caffè. Alcuni optano direttamente per la granita. Ma nessuno - dico: nessuno, che io sappia - che esegua quel gesto semplicissimo di versare del caffè ancora bollente in un bicchiere di vetro pieno di cubetti freddissimi di ghiaccio (perché il tutto non si annacqui). La mia domanda è questa (o appello): conoscete un bar che, anche a Roma, senza che stiate a spiegarglielo a gesti e con fatica, sappia spontaneamente fare un caffè in ghiaccio come si deve?
Sorpresa dall’improvvisa chiusura della pasticceria Josephine’s Bakery, orfana di tale dipartita, mi ero ormai rassegnata a rinunciare a cupcakes e biscotti decorati. Nulla di più sbagliato, poichè in una traversa di via nazionale, si nascondeva un piccolo paradiso che mi attendeva con pancakes, cheesecake, carrot cake, brownies e apple crumble. Il nome “Sweety Rome” la dice lunga su quanto dolce sia questo indirizzo e di come il passaparola sia una pubblicità assolutamente di tutto rispetto.
L’ispirazione qui è americana (al contrario di Josephine che era assolutamente british), ma la nostra visita non ha deluso le aspettative. L’ambientazione è molto piacevole, il candore diffuso maschera gli ambienti non certo ampi, ma sicuramente vivibili. Il tocco femminile c’è e si vede, d’altra parte l’idea, così come la gestione è tutta al femminile.
I dolci e le vetrine seguono le stagioni, così come i biscotti decorati e le mini torte, piccole delizie per il palato e per gli occhi. Di certo un’idea originale per matrimoni, feste di compleanno o ricorrenze varie.
Noi abbiamo provato un il brunch della domenica che si distribuisce in 2 turni, nella fascia oraria dalle 12:00 alle 15:30. Il menu comprende:
Continua a leggere: Sweety Rome: brunch e pasticceria americana a Roma.

Vi segnaliamo un’occasione imperdibile per vuole trascorrere un week-end che unisce il più totale relax e lo shopping a prezzi vantaggiosi. Ad offrirvela, il Monsignor della Casa Country Resort di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, situato a soli 15 minuti di auto da uno dei più grandi e famosi shoppig center italiani.
Il Barberino Design Outlet infatti, ospita oltre 100 negozi di abbigliamento, sport, articoli per la casa e accessori delle marche più prestigiose e selezionate tra cui aggirarvi alla ricerca dell’affare che cercate. Se invece puntate alla moda esclusiva, proseguendo sulla suggestiva via del Chianti trovate il “The Mall”: il superfirmato centro commerciale che ospita solo le grandi firme. Giorgio Armani, Gucci, Hogan, Salvatore Ferragamo, Stella McCartney, Tod’s, Valentino, Yohji Yamamoto e Yves Saint Laurent.
Con un pacchetto ideale per ogni fashion victim che si rispetti, il Country Resort vi offre due pernottamenti con colazione continentale a buffet, un ingresso al centro benessere, il libero utilizzo delle attrezzature sportive (campo da tennis, calcio, pallavolo, ping pong e mountain bikes) e un buono per ottenere sconti dal 5 al 15% al Barberino Design Outlet. Il prezzo parte da 156 euro a persona con sistemazione in camera matrimoniale. Maggiori informazioni, indirizzi e contatti dopo il salto.

Per mettersi in pari col resto d’Europa in materia di liberalizzazione delle licenze per bar e ristoranti, il Consiglio Comunale ha escogitato un sistema a punti che rivoluzionerà la vita dei baristi della Capitale. Lunedì il nuovo regolamento sarà votato in Campidoglio.
Per aprire un bar nel centro storico, ad esempio, sarà necessario totalizzare 170 punti; per uno nella “città consolidata” 150; per uno fuori dal Raccordo 140. I criteri per ottenere i suddetti punti sono (in ordine sparso):
“qualifica professionale del titolare dell’attività, caratteristiche della struttura, livello di pulizia delle cucine e dei bagni, certificazioni di sicurezza sul lavoro, insonorizzazione della struttura, assenza di barriere architettoniche, presenza di parcheggi, disponibilità di menù in doppia lingua”.
Non avete idea quanto sarebbe interessante se, come per le patenti di guida, i punti in questione si potessero perdere, oltre che guadagnare.

Vi avevamo lasciato ad attraversare viale Trastevere per una pausa da Frontoni. Siete pronti per l’altra metà: il lato più ‘turistico’ e affollato del rione. L’accesso più vicino è in via delle Fratte di Trastevere (iniziate il corso di romanesco e provate a chiedere cosa sono le ‘fratte’ al proprietario della vicina edicola). Ottimo percorso per fare un salto alla libreria-caffé Bibli, luogo frequentatissimo dalla Roma intellettuale in via dei Fienaroli, perfetto per il brunch della domenica mattina. Proseguite fino a piazza San Cosimato, ripulita durante l’amministrazione Veltroni, precedentemente invasa da automobili e segni visibili di degrado, ad oggi uno degli spazi meno aggrediti dalle conseguenze negative del turismo di massa.
Dal lato opposto, procedendo per la via omonima, un altro dei posti più famosi dove gustare la romanità a tavola ovvero la sede dei famigerati ‘Rigatoni Democratici’: ottima accoglienza, ambiente familiare, prezzi contenuti e cucina romana DOC. Più avanti ancora, uno degli slarghi più caotici del rione. Piazza di San Calisto (vi sfido a trovare un romano che pronuncerà il nome con una sola ‘l’) è un luogo noto soprattutto per il bar all’angolo, ritrovo eterogeneo e -molto- popolato. Purtroppo lo spazio antistante è costantemente vittima del parcheggio selvaggio e sporcato da rifiuti gettati dove capita. Iniziate a farci l’abitudine: da questo lato di Trastevere i vicoli sono particolarmente stretti e l’enorme flusso di persone rende difficile mantenere alto il decoro urbano.
Continua a leggere: Turisti a Roma: il rione Trastevere (terza parte)