A pensar male si fa peccato, ma, soprattutto in questa città, troppo spesso si indovina la verità. Passando per viale di Trinità dei Monti, dopo l’Accademia di Francia, direzione Pincio, ora si gode uno strano “nuovo” panorama.
Spettacolare sicuramente, perché non eravamo più abituati a vedere Roma anche da quel lato, diciamo che la “spiavamo” attraverso la fitta vegetazione che digradava verso il basso. Pini, abeti, palme. C’era un po’ di tutto.
Ora, dopo la tragica nevicata di questo inverno, è arrivata la buona scusa per potare, capitozzare e in molti casi “disboscare” lunghi tratti di verde. In ogni caso, oltre all’esagerato intervento, c’è una strana “radura” che ora sorge quale terrazza di terra, proprio in quel punto.
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Quando la scalinata più bella del mondo si veste di fiori, si rimane sempre senza fiato. Succede, per fortuna, ogni anno da più di mezzo secolo. Con l’arrivo della primavera. L’infiorata, è quasi un omaggio a Maggio, uno dei mesi migliori, forse il migliore, per visitare Roma.
Cinquecento azalee, essenze in vaso, cento in più rispetto all’anno scorso. Chi ancora non fosse passato a inebriarsi, si sbrighi, che stanno ancora sbocciando. C’è il clima perfetto, la temperatura ideale, la luce giusta (anche se in certi orari troverete meno ressa).
I fiori fanno capire che la Natura non gioca a dadi. E le meraviglie di questa città rappresentano una delle poche certezze che ancora, nonostante tutto, ci rimane: Innamorarsi a Roma, di Roma, in certi attimi eterni, sarà sempre possibile.
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C’è qualcosa di marcio in questa storia. Qualcosa di odioso. Ormai il ritornello lo conoscete bene. Il parcheggio fantasma della Casta non molla un centimetro.
Mentre seviziano San Silvestro, qui tutto rimane immobile. Da anni e anni. L’unica cosa che si muove, dopo aver spostato i bacarozzi blu, sono le fronde dei poveri alberi superstiti là sullo sfondo.
Come per i tigli di largo Febo, anche questi antichi pini vengono capitozzati, senza pietà. Il miserabile intervento in nome della sicurezza. Sì, quella dei parcheggi in blu, che aspettano di rubarsi mezza piazza del Parlamento.

La nuova piazza San Silvestro è quasi quasi pronta. No, non è una ripetizione. E’ solo che non si sa mai. Da qui alla prossima part-presentazione al pubblico chissà cosa potrebbe succedere.
La sensazione d’impotenza per chi aveva sperato fino alla fine in una tale occasione sprecata è pesante, ma ci abitueremo. Come sempre.
Del resto molti pedoni non vedevano l’ora di provare le nuove panche. Guardateli. Si accettano scommesse su quanti ne ritroveremo non tra qualche minuto, ma tra un paio di mesi, al sole, durante le ore di punta. Senza un filo d’ombra o una fontana a rinfrescare…

Vanno di moda a Roma, soprattutto negli ultimi anni, le inaugurazioni a metà: così dopo la stazione Tiburtina, il cui atrio Pietralata venne inaugurato un’anno prima dell’intera stazione, e piazza Cavour, aperta al pubblico con un terzo dell’area dei giardini ed il parcheggio interrato ancora impacchettati e pieni di operai, oggi è stato il turno di piazza San Silvestro.
La nuova piazza semipedonale nel cuore di Roma, (già semipedonale, perché nel mezzo ci passerà un minibus elettrico ed ai lati scorrerà il traffico normale), usando le parole dell’assessore alla Cultura e delegato al centro storico, Dino Gasperini, “è stata ufficialmente riconsegnata” alla città quest’oggi. In pratica, ha chiarito lo stesso assessore, “quella di questo pomeriggio non è un’inaugurazione, perché quella è prevista il 30 marzo e riguarderà tutta la piazza, ma l’apertura ai cittadini di quella parte di area in cui i lavori sono già finiti”.
Sarà, ma questa pratica di aprire a metà è francamente imbarazzante. La parte della nuova piazza San Silvestro aperta ai cittadini è anche molto bella, essenziale con quelle panche di travertino ed i sampietrini al centro. Ma basta voltare lo sguardo di qualche grado (vedi le foto successive), ed ecco di nuovo il cantiere con i trapani pneumatici e gli operai con gli elmetti gialli e rossi. Non sarebbe stato più serio aprire la piazza tutta pronta? O la paura di essere criticati per i ritardi dell’apertura ha vinto anche questa volta sul buon senso?
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Ci sono passato ieri sera. Per l’ennesima volta. Sono passati più di due mesi dalla fine dei lavori. Almeno quelli che ingabbiaviano l’elefantino del Bernini di piazza della Minerva.
Avevamo accennato qualcosa riguardo alla sua livrea un po’ verdastra, ma ci aspettavamo comunque di poterlo riabbracciare in tutta la sua perfezione, tra basamento, epigrafe ed obelisco.
Invece il recinto di compensati e tubi è ancora lì, una sorta di fortino con tanto di finestrelle. La neve si è sciolta da un pezzo, quali sono i motivi di questo ritardo? Quando riavremo la piazza del tutto liberata col suo protagonista centrale?

Altri malanni per il nostro caro vecchio Anfiteatro Flavio, che proprio come gli anziani, subisce le angherie del freddo: le nevicate di venerdì e sabato scorsi, il gelo e il successivo disgelo hanno provocato nuovi crolli, stavolta per fortuna di piccoli frammenti, lungo gli ambulacri scoperti degli ordini I e II.
Immediate sono scattate le verifiche dei tecnici, disposte dal nuovo soprintendente speciale dei Beni archeologici di Roma e Ostia Antica che stanno provando a recuperare la situazione in modo da far riaprire il monumento giovedì, mentre tutte le altre aree, come ad esempio i Fori, sono nuovamente visitabili per il pubblico già oggi.
Tutta la neve è stata rimossa, comunque, anche se il Colosseo dovesse davvero riaprire giovedì, è possibile che i percorsi siano ridotti e che alcuni settori rimangano chiusi per motivi di sicurezza; tuttavia si ricorda che coloro che acquisteranno da oggi il biglietto per il Foro Romano, avranno la possibilità di entrare al Colosseo senza spese aggiuntive fino a domenica 19 febbraio.
Foto | Flickr
Copiosa prima nevicata a Roma centro. E’ quasi tormenta. Ecco le prime foto in diretta. E il video sotto il salto. Continuate a seguirci! Presto nuovi aggiornamenti.
Foto by Rondone®
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Non nevica, per ora. Ma se succederà, non sarà merito solo del vento russo o della ventata di divieti che si abbatte su Roma centro e su certi abusi nelle sue storiche piazze. Come già segnalato da Pasquino per piazza Navona.
La vera rivoluzione è (o sarà) vedere quanto resisterà tale proibizionismo. Prendiamo la disfida del Fico. Emblema della battaglia cruenta tra esercizi e residenti, tra tavolini e pedoni.
L’ultimo capitolo del Ficogate racconta di dehors vietati in piazza del Fico e piazza della Quercia. Due salotti romani che diventano ad “occupabilità zero”. Intanto, voi cosa ne pensate? Continuate a leggere sotto dopo aver votato.
Capita quotidianamente in zona Quirinale questo genere d’incontro. Cavalieri che passano con i loro splendidi destrieri attraversando l’incrocio delle Quattro Fontane, snobbando il traffico (che per fortuna in questi giorni è meno intenso). Ammetto che la bellezza degli animali sia tale per cui nessuno se la sente di strombazzare il clacson. Evviva! Sono molto peggio le prepotenti autoblu, chiaro.
Tuttavia non si può fare a meno di chiedere se queste parate praticamente quotidiane siano così necessarie. Carabinieri, Polizia, Dragoni, a volte i famosi Corazzieri. O forse, viceversa, anche per non spaventare i cavalli, si potrebbe anche ipotizzare ad un ripensamento del traffico per quelle vie, probabilmente fra le più eleganti di Roma.
Il tratto di via del Quirinale, già ampiamente deturpato dalla selva di cartelli e passaggi pedonali, che attraversa una delle più belle micro piazze di Roma (San Carlo alle Quattro Fontane) dovrebbe avere un solo senso, e si potrebbe evitare l’incrocio con la svolta anticipata. Rilancio ancora un vecchio progetto che vale sempre. Che dite?