Visto che siamo stati accusati spesso di ripetere i soliti nomi quando stiliamo o proviamo stilare le nostre top ten, abbiamo deciso di tenervi informati quando incontriamo un nuovo luogo per soddisfare certe manie.
E’ il caso del pistacchio. Il tesoro verde del gelato. Ebbene, recentemente abbiamo scoperto quello artigianale di Tropical Ice, sulla Nomentana. Davvero portentoso. Anche perché lo potete assaggiare nelle due versioni possibili. Quella classica di tradizione siciliana (voto 8) e quella di soia, leggera e più digeribile (voto 7).
Ottime anche altre alternative di frutta con cui accompagnare il dio dei gelati. Come quelli alla frutta (albicocca, fico, melone, cocco) o le combinazioni più particolari (che già da anni sono ormai dei classici) quali mela e cannella, ricotta e fragoline di bosco o cioccolato fondente e crema di marroni. A Roma ancora non ho trovato una gelateria che mi offra il caprino (a Firenze c’è).
Complice della fortunata scoperta l’orario. Era passata l’una e stavano chiudendo, ma con estrema gentilezza ci hanno permesso l’ultimo cono della notte. Ci siamo tornati e ci torneremo ancora. Aggiungendo che l’equidistanza dai Gracchi (non l’originale ma il clone a viale Regina Margherita) ce lo fa quasi preferire. Cortesia, ambiente e prezzi fanno la differenza.

Yakiniku è una parola composta da yaki=alla griglia e niku=carne ed è un tipo di preparazione molto popolare in Giappone. Da qui prende il nome questa new entry del quartiere Pigneto. Conosciuta soprattutto per essere un ristorante giapponese (il nome tradisce in effetti), ha in realtà un’anima fusion: abbraccia in parte la cultura orientale con molte libertà (troverete molti piatti giapponesi, ma scordatevi sushi e sashimi), ma sperimenta anche altre contaminazioni. La location è molto piacevole, le ampie vetrate che abbracciano i lati affacciano su uno spazio esterno molto intimo e ben sfruttato, che sicuramente i fumatori apprezzeranno. Arredi essenziali, come da cultura nipponica, ma curati, così come l’illuminazione.
Veniamo accolti a tavola da un entrée dello chef (bocconcini di arista in panatura panko) molto gradita e bollente (quindi appena fatta, cosa non sempre scontata). Il menu presenta una varietà di piatti sufficiente: gli irriducibili del cibo nipponico potranno scegliere tra un udon, tempura o dei gyoza (stranamente fritti). Per i più arditi ci sono le variazioni di riso con carne/pesce e verdure o dei piatti vegetariani gustosi come la purea di zucca o i carciofi fritti con alghe giapponesi. Spenderei una nota di merito alle salse che accompagnano i piatti, davvero particolari e gustose.
Continua a leggere: Yakiniku ristorante al pigneto: giapponese o fusion?
Ancora una segnalazione che raccogliamo con fervore. B.M. ci scrive (suggerimenti@06blog.it. Se nell’oggetto mettete 06blog6tu è più facile filtrarvi) ed allega in proposito una serie di video trovati su youtube davvero raccapriccianti. Noi pubblichiamo interamente il suo sfogo dettagliato:
“Data l’attenzione e lo spazio che la redazione dedica ai temi di degrado della città (sic), desidero segnalare la situazione di estrema pericolosità in cui versano da diverso tempo le strade di Via Atanasio Soldati, Via Osvaldo Licini e strade limitrofe in località La Rustica, a causa del completamento dissestamento del manto stradale.
La situazione è da tempo estremamente pericolosa per pedoni, automobilisti e soprattutto motociclisti (come la sottoscritta che non possiede altri mezzi), e ad ogni pioggia si aggrava con la formazione di nuove buche e l’ingrandimento di quelle già esistenti (inoltre, con la pioggia la strada è soggetta ad allagamenti, i pedoni si bagnano e le buche non si vedono).
Continua a leggere: 06blog 6 tu: La Rustica sventrata da buche vergognose

Mangiare vegetariano non è per forza un’esperienza punitiva, al contrario, può diventare davvero piacevole: è questa la filosofia dello chef di Arancia Blu, enoteca con cucina che a Roma si è fatta un nome proprio a suon di verdure, pur essendosi trasferita da qualche anno dalla vitale San Lorenzo a un più tranquillo (e defilato) Prenestino dove, tuttavia, la clientela l’ha seguita.
Se siete scettici, se siete di quelli che se non mangiano almeno una coscia di pollo o un filetto di platessa non sentono neppure di aver cenato, prendetelo come un esperimento: siamo certi che non ve ne pentirete, perché un pasto all’Arancia Blu è qualcosa che non dimenticheranno né i vostri stomaci, né i vostri palati… e non è una minaccia.
Io sono riuscita, dopo molta fatica, a convertire prima il mio fidanzato e poi addirittura mio padre e ora non fanno che parlare di questo ristorante che nasce come una cantina: è intorno alla scelta del vino giusto per una determinata occasione, infatti, che qui si costruisce il pasto e non il contrario.

Costerà 1,04 miliardi di euro ma il Comune non ci metterà una lira. Le prime case, al massimo di 4 piani con portici e terrazze, saranno pronte in tre anni ma per completare tutta la trasformazione del quartiere ce ne vorranno almeno 7. Come sarà? Una macro area, più grande di quella attuale, divisa in quattro quartieri con piazze all’italiana, zone pedonali e aree verdi.
Parliamo della nuova Tor Bella Monaca, il quartiere più degradato della Capitale che Alemanno vorrebbe demolire e ricostruire secondo i dettami dell’architetto Leon Krier, fautore delle città a dimensione d’uomo. Il materplan del quartiere che verrà è stato presentato ieri sera in un’assemblea pubblica infuocata, durante la quale il sindaco è stato insultato, osannato, appluadito e criticato.
Il primo cittadino della Capitale ha presentato, innazitutto, il cronoprogramma per la costruziuone del nuovo quartiere. I lavori dureranno complessivamente 84 mesi, esattamente 7 anni da oggi, 5 dal momento della chiusura delle procedure burocratiche (24 mesi da oggi). Le prime 200-300 case saranno pronte entro 3 anni. Una volta pronte queste abitazioni si procederà a demolire le famigerate torri che, una volta cadute già, lasceranno nuovo spazio per nuove case. E così fino all’abbattimento di tutte le 14 torri interessate dal progetto di demolizioni. Chi pagherà l’operazione? “Il progetto- ha detto Alemanno- si autofinanzierà con i proventi derivanti dalla vendita di un 20% di case in più, rispetto al fabbisogno, che realizzeremo e che metteremo in vendita”.

Arriva la seconda edizione di Occhirossi, il Festival indipendente di Fotografia allestito al CSOA Forte Prenestino, che dal 21 al 23 maggio vedrà un intenso week-end di proposte nell’ambito della fotografia lontana dai circuiti tradizionali. Centosessanta fotografi in mostra, oltre a una serie di workshop, incontri, proiezioni, spettacoli e un contest sul tema della crisi.
Il Festival proseguirà poi con una seconda fase tra giugno e luglio: le mostre saranno itineranti per la città, con allestimenti tra negozi, mercati e spazi sociali. Questo per rafforzare l’idea del Festival focalizzata sull’analisi del ruolo degli spazi espositivi e il loro rapporto con il territorio.
Le mostre saranno accessibili con diversi orari e costi di ingresso. Venerdì 21 l’apertura sarà dalle 17:00 alle 23:00 con sottoscrizione all’ingresso di 3,00 euro. Sabato apertura mostre dalle 12:00 alle 00:00 e sottoscrizione all’ingresso sempre di 3,00 euro. Domenica invece, la mostra sarà aperta dalle 12.00 alle 21.00, mentre la sottoscrizione sarà libera. Dopo il salto, trovate un video-promo dell’evento.

Nuova segnaletica orizzontale e verticale, ristrutturazioni per il decoro urbano e la messa in sicurezza di ben quaranta strade: i lavori inizieranno nei prossimi giorni. Si parte dal I Municipio e si prosegue con l’intera città: sono già in calendario infatti gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche in Corso Vittorio Emanuele, in via Casilina angolo via Filarete e in via Renato Fucini. Posizionamento di nuovi scivoli e il miglioramento di tutta la segnaletica.
Nel frattempo, nove ‘punti critici’ sono già stati ‘bonificati’: tra questi via Palmiro Togliatti, via Collatina, viale Trastevere e largo Argentina. Altre strade beneficeranno poi dello stanziamento di un milione di euro effettuato dal Campidoglio. Il denaro servirà per migliorare la situazione in via Cavour, via Nazionale, piazza del Popolo, piazza di Spagna, lungotevere Gianicolense, lungotevere della Farnesina, Fori Imperiali e in via del Tritone.
Il programma è quello stabilito con la Fondazione Ania per il rifacimento della segnaletica orizzontale in collaborazione con l’onorevole Guidi: il Delegato del Sindaco per le Disabilità. Scivoli e percorsi “loges” (quelli per i non vedenti) prima di tutto, ma anche una forte opera di prevenzione, affinché la sicurezza stradale venga percepita come priorità e non come emergenza sociale.

Ha resistito a lungo prima di cedere. A trentacinque anni dall’apertura -la sua ’scommessa’ era iniziata nel 1975- il cineclub Grauco (”GRuppo di AUtoeducazione COmunitaria”, l’acronimo dice già molto) ha deciso di cessare le sue attività. Uno degli ultimi baluardi tra le piccole, se non piccolissime sale romane che hanno tentato di proporre un modo di fare cultura lontanissimo dai grandi circuiti.
Il Grauco, è stato per anni un vero e proprio centro culturale nel cuore del Pigneto: un luogo dotato di una biblioteca specializzata in cinema e di una programmazione ricercata e interamente proposta in lingua originale oltre che ricca di cicli tematici, rassegne e autori emergenti.. Una piccola ma importantissima roccaforte della cultura cinematografica a cui è toccata la stessa -triste- sorte di molti altri cineclub.
Sarebbero bastati pochi contributi da parte di Comune e istituzioni, spesso molto più attenti e di manica larga con iniziative che di culturale hanno ben poco. Per tutto il mese di giugno, il Grauco sarà ancora in attività. La data di chiusura è il 30, con una proiezione de “L’ultimo spettacolo” di Peter Bogdanovich. Molta malinconia e un lungo applauso ‘alla carriera’ di questo piccolo gioiello.

Si comincia l’8 maggio e si andrà avanti per i 10 mesi successivi: inizia la nuova fase dei lavori per la Nuova Circonvallazione Interna (Nci). Chiuso lo svincolo dell’A24 nel tratto dove è presente l’immissione alla Tangenziale Est in direzione Salaria. I lavori, interesseranno il tratto da Batteria Nomentana allo svincolo dell’A24, e sposteranno il percorso attuale della Tangenziale sul lato Pietralata.
La Tangenziale Est quindi si trasforma in strada ‘di quartiere’, non più arteria a grande scorrimento. Demolita la rampa dell’A24 sarà sostituita da un nuovo svincolo che permetterà l’immissione direttamente sulla Nuova Circonvallazione Interna (Nci) in corrispondenza del nuovo ponte che attraverserà la rete ferroviaria.
Lavori di adeguamento previsti per Via Torelli e la corsia antistante il Verano, in uscita dalla Tangenziale verso l’A24. Durante tutto il periodo dei lavori, il traffico proveniente dall’A24 in direzione Salaria sarà deviato su percorsi alternativi. Vediamo quali e come aggirare i disagi provocati dai cantieri.
Continua a leggere: Nuova Circonvallazione interna: tutte le deviazioni del traffico

Torre Angela era la Las Vegas cinese, e molti non lo sospettavano nemmeno. “What happens in Torre Angela, stays in Torre Angela”, e battute seguenti. Fatto sta che la mafia cinese aveva stabilito proprio in questa parte della periferia di Roma, fra Tor Tre Teste e Tor Bella Monaca, la sua capitale del piacere clandestino.
“Il diamante” - il nome del locale in cui sono state trovate 17 prostitute orientali e 50 clienti, perlopiù italiani - aveva una doppia anima: fuori capannone, dentro maxi-salone del piacere, come una fiera della zozzeria cinesizzante. C’era tutto, mancavano giusto gli involtini primavera: ecstasy in quantità così copiose da essere abbandonate sul pavimento del magazzino; sale da bagno; maxischermi ovunque. Presente anche una nuova drogra, la famigerata kfen, che pare sfugga a tutti i controlli, cinofili e chimici, che le forze dell’ordine possano rivolgerle contro.
I clienti erano abituali, imprenditori e nuovi ricchi italiani, provenienti soprattutto dal Nord e, pare, in particolare, dalla Toscana. Una particolarità è stata notata dagli agenti della sezione Criminalità straniera e prostituzione della Squadra Mobile di Roma: tutte le ragazze avevano con loro la chiave di una stanza d’albergo di lusso, in caso di bisogno. Un tocco di discrezione che doveva fidelizzare molto la clientela. Solo due arresti, per ora, in via Castellana Grotte: il gestore del tutto e una donna “tuttofare”. E c’è davvero da credere che lo fosse.